VOLTAGE FIGHTER GOWCAIZER
di @Luca Abiusi

Voltagecover2.GIF (41408 bytes)Fu rilasciato da Technos poco prima che la stessa cedesse le armi a Capcom, eppure codesto Gowcaizer si presenta col bagaglio di stili dell’anime beat ’em up. Si dovrà ammirare l’introduzione animata, che rimanda alle figure retoriche degli OAV giapponesi, e il design curatissimo, che dalla schermata di selezione fino a manovra ingame riesce a definire il tratteggio di marca iperrealista. Il numero dei personaggi utilizzabili consta di sole dieci unità (otto uomini e due donne), ma bisogna dire che la qualità delle caratterizzazioni compensi in parte a tale deficit. Voltage Fighter Gowcaizer è come una pralina di cioccolato: si scioglie in bocca ma finisce subito. Maggiore quantità avrebbe giovato a un gameplay comunque efficace, che nella lavorazione delle mosse cerca di evitare di riferirsi alla saga dei King of Fighters disponendo per importanti e non imitabili caratteristiche peculiari. Dall’alto della sua decennale esperienza in ambito picchiaduro, Technos si addentrava nell’uno contro uno sfidando i mostri sacri di SNK sullo stesso territorio di conquista (l’hardware NEO GEO MVS) per uscirne a testa alta, anche.

Il titolo deve aver catturato in misura importante l’immaginazione del giapponese medio, dal momento che i rispondenti costumi vengono tuttora riciclati per i défilé dei cosplayers, e indubbiamente le atmosfere supereroiste dei lottatori corazzati coi caschi e le armature elaborate semplificano il contesto del fanservice sulla via del fenomeno culturale che fu di Ultraman, e più di recente dei Power Rangers. È opportuno glissare. La pulsanteria prevede quindi due tasti per i pugni e altrettanti per i calci, e in apparenza si è sul beat ’em up di matrice bidimensionale standard se solo non intervenisse questo Special Attack Tracing System, un sistema di evoluzione caratteriale che verte sulla possibilità di acquisire le tecniche di combattimento degli opponenti al fine di performare le stesse in vincolo di combinazione plurima. È questo che determina la differenza, che fa la anomalia di Gowcaizer e altresì la sua rilevanza all’interno del pestare a incontri formato NEO GEO. Il gioco è interessante. Technos decide che l’apprendimento delle mosse del singolo lottatore non è più sufficiente, e che è il caso di gestire una cernita di cento e più incroci d’attacco da prelevare nell’intermezzo come premio di abbattimento del nemico. Corpo a corpo vero. Si denota chiaro e percepibile l’oggetto estemporaneo che crea il gameplay del rinnovo e del ripristino, dell’immettere il segno della gestualità nuova, per far sì che il lottatore opzionato si trasformi in una ibridazione dei restanti nove.

Voltage Fighter Gowcaizer ottiene lustro per le stesse motivazioni che avrebbero reso a Waku Waku 7 l’apogeo del picchiaduro anime style. Una su tutte: il carisma. Prendi un lottatore a caso tra i dieci e vorresti acquistarne l’action figure, anche se non ne sei collettore. Prendi Shaia o Karin, ad esempio, e ti accorgi che dei vestitini così stringati non erano mai apparsi in un videogioco (Dead or Alive era ancora lungi dall’essere realizzato) se non in qualche puzzle game a sfondo erotico. Carne al fuoco. Bella e maledetta e anche un po’ grossolana la figura di Ryosuke, ma è un fatto che ognuna di queste figure mirabilmente giapponesi meriti d’essere sezionata, riverita per contiguità al tema del feticcio. Graficamente si è su livelli altissimi: gran mestiere vien dispensato agli sfondi mostranti il grado del dettaglio, e corpulento si realizza lo zooming ambientale. Sua enormità sprite non preclude minimamente il fluire delle animazioni, che si mostrano gravose per coefficiente di intercalazione ed effetti speciali, bolle di fuoco, fasci di luce. Il disegno è imponente. Del resto, l’anno dopo Big West avrebbe chiesto allo stesso Masami Obari, che aveva curato il character design, di occuparsi dell’OAV omonimo, che era stato messo in produzione col benestare di Technos. Acché ben si definisca la qualità del suono urge ripiegare sulla parola “grandioso”. Il chip audio del NEO GEO sintetizza un largo strato di voci e suona techno e rock per amplificare il più possibile la velocità degli scontri e ricavar quartiere in sede di nitidezza dei sottocanali. Meno convincenti gli effetti accessori, ma ci può stare. Gowcaizer è tutto questo. Un picchiaduro necessario per i sostenitori delle culture manga degli eroi in uniforme ma anche un convincente diversivo alla reiterazione delle saghe Capcom ed SNK, con le loro power gauge e gli hadouken.









 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo Voltage Fighter Gowcaizer - 超人学園ゴウカイザー - JP: Chōjin Gakuen Gōkaizā
  Versione Europea
  Anno immissione 1995
  N. Giocatori 1/2
  Produttore SNK
  Sviluppatore Technos Japan Corp.
  Designers Kengo Asai, Masami Obari (illustrazioni), Hideki Nakazawa, Nobuyuki Nakane
  Compositore Chiaki Iizuka
  Sito Web www.snkplaymore.co.jp 
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 4
  Orientamento Orizzontale - Yoko Mode
  Scrolling Laterale, sprite scaling
  Risoluzione 320 x 224
  Formato Cartuccia - NEO GEO Multi Video System
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Beat ’em up
  Rarità
  Quotazione 300 - 350 € [AES] 25 - 30 € [NEO GEO CD]
  OST Sì [Choujin Gakuen Gowcaizer, Pony Canyon, 1995]

  L’edizione NEO GEO CD è da considerarsi notevole per l’inserimento di una colonna sonora vocale realizzata a studio. Inoltre, il port cerca di limitare l’invasività dei caricamenti, i quali comunque non intervengono in mezzo ai round, e sembra conservare i frame di animazione del versante AES. Su direzione di Masami Obari, già curatore del character design del coin-op, arriva nel ’96 un adattamento animato in tre episodi. L’OAV è di media qualità tecnica, ma più che sviluppare la storia dietro il gioco mira a sconfinare nell’hentai, e quindi indugia sui corpi seminudi delle protagoniste mostrando carenze di sceneggiatura. Nel luglio del ’97 la conversione PlayStation risulta malfunzionante. Per quanto Urban Plant (cui il port viene commissionato) introduca una sequenza animata di presentazione in FMV nonché una modalità inedita a visus in pseudo3D, il videogioco taglia in modo pesante i fotogrammi d’animazione, riducendoli di un 60%, e ancora presenta un soundtrack di derivazione che si limita a riadattare i campioni del coin-op, così evitando di attingere al suono NEO GEO CD.