SHIPPUU MAHOU DAISAKUSEN: Kingdom Grandprix
di @
Luca Abiusi

kingdomgrandprix_flyer2.jpg (51580 bytes)Sorto per esser diverso dal resto Kingdom Grandprix (Shippuu Mahou Daisakusen: Kingdom Grandprix) succede a tanto Mahou Daisakusen, che ebbe meritevole port X68000, ed è interessante come non si tratti solo di sparare e passare di livello ma bensì di partecipare a una gara velocista fra otto schiere di contendenti assai fantasy, i quali poi vengono inseriti da Raizing dentro a un mondo ugualmente fantasioso e alquanto pieno di castelli, navi da guerra, foreste magiche. Un fantafantasy. E se non altro si manovra in azione di singolarità sul concept dello sparatutto, che pur senza disperdere i suoi gesti riesce con Raizing a innescare qualcosa di apparentemente nuovo nel bisogno di correre, andare veloci, gara a chi arriva prima allorquando tutto scorre via velocemente pur senza dimenticarsi di sparare agli avversari. Perché racing a parte non possono venire a mancare i power-up, le smart bomb, i boss giganti di fine livello, gli slalom serrati. Kingdom Grandprix è attestazione bidirezionale dello sparatutto nipponico per la duplice essenza del gameplay, ma anche per il diramarsi del fascio di sparo, che si sdoppia in accordo alla acquisizione di tale magic book.

Allora il sistema di upgrade delle armi si concentra sul colore di ogni libro magico perché agli occhi del manovrante avvenga strategia e si realizzi chiaro il carburante della azione. Ma l’aspetto essenziale dell’opera verterebbe nel modo in cui il sistema di accelerazione viene pensato, il quale, evidentemente, terrà conto del nostro posizionamento a schermo. Restare alla base del display determina il ritmo di crociera. Al contrario, accampare sulle zone superiori cagiona repentino l’aumento di velocità. Ma attenzione: stazionare in alto allo schermo contestualmente impedisce una visuale periferica estesa, complicando notevolmente il compito demolitivo; il divertissement è proprio questo, poiché mentre si dovrà tenere a bada i concorrenti – la cui posizione è determinata da un radar laterale – si dovrà altresì prestare riferimento agli attacchi nemici e ai proiettili traccianti. Al che sarà un continuo accelerare e decelerare, scansare e riportarsi al di sopra del quadro per cercare di conquistarsi il piazzamento di prestigio; se si arriva in ritardo si resta vivi, ma si otterrà anche un significativo declassamento del punteggio. Più che uno spara e fuggi sembra un videogioco d’azione, ma di quelli notevoli che ti tengono incollato al giaciglio per un periodo di tempo abbastanza prolungato da realizzare la gratificazione dell’ultimazione. Possibilmente al primo gradino del podio.

Senza il mame, e con la pcb originale venduta a peso di diamanti, Kingdom Grandprix sarebbe stato shooting per collezionismo d’elite. Si scopre inoltre di questa meritevole edizione Saturn assai fedele al coin-op e la vita comincia a sorridere. Si insedia futuro medievale. Gli scenari rimandano a certe architetture castellari per rispondere al bisogno di schermaglia del cielo in cui la velocità dello scrolling rende gli sfondi supersonici, allorché il character design si afferma giapponese e oltremodo sfarzoso (osservare l’abbigliamento di Nirvana, prego). Raizing s’immagina questo territorio di nuovi cavalieri che fanno i tornei a bordo di navi spaziali munite di reattore nucleare e vuole esplorare i benefici dell’incrocio di razza. Vuole superare Mahou Daisakusen, che già esperiva, e dice di non voler porre confine al suo percorso visuale. Decide di oltrepassare la letteratura di genere e di avviarne una di contaminazione. Per cui i suoni scalano dal tecnico al rinascimento delle liriche trionfali in sostegno del movimento, con la sequenza di escursione avvincente da trasfondere in stereofonia. La conquista dello stato di grazia segue l’inevitabile deriva creativa della fase di programmazione, che dall’alto (o dal basso) di una idea di sparatutto ancora tradizionale porta a schermo un agglomerato di notevole videogioco e considerevole narrativa future punk. Almeno fino al Duemila, data di immissione del meraviglioso Great Mahou Daisakusen, Kingdom Grandprix sarebbe rimasto lo shooter dominante della produzione Raizing.






 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo Shippuu Mahou Daisakusen: Kingdom Grandprix - 疾風魔法大作戦キングダム-グランドプリ -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1994
  N. Giocatori 1/2
  Produttore 8ing
  Sviluppatore Raizing
  Designers Yokoo Kenichi, Sotoyama Yuuichi
  Compositori Hitoshi Sakimoto, Masaharu Iwata
  Sito Web www.8ing.co.jp
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 3
  Orientamento Verticale - Tate Mode
  Scrolling Verticale
  Risoluzione 320 x 240
  Formato PCB - Kingdom Grandprix 68000 Hardware
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 180 - 230 €
  OST Sì [Mahou Daisakusen Original Soundtrack, 2013, Wave Master]

 

L’edizione Saturn del videogioco Raizing esce nel giugno del ’96 e viene sviluppata da GAGA Communications. Il port conserva le caratteristiche del coin-op (prevista l’opzione di ribaltamento del televisore) e in più introduce un Saturn Mode con cui attuare un gameplay più tradizionale, e quindi privo della funzione racing.