THE NEWZEALAND STORY
di @
Luca Abiusi

tnewzealandcover.png (42973 bytes)La bestiola di The Newzealand Story è un Kiwi, particolare specie di pulcino neozelandese. Così giallo e rotondo salta ed è simpatia, allegria di scarpette fatte a posta per saltare e rallegrare lo schermo che va su. Quante ne sa, Taito. Non deve neppure aver sfruttato particolarmente la scheda coin-op, ma però vuoi mettere i colori, i blu e i gialli e questa atmosfera che ti fa stare bene, mentre salti, mentre muori. The Newzealand Story è la storia della Taito. Sembra sia tutto semplice e di elementare soluzione e cionondimeno, quando cominci a giocare, scopri che vi è un nonsocosa di matematico nella definizione dei tempi di gioco e nel come si riesca a perder vite con determinazione, sempre sorridenti e non è successo niente. Che sarà mai un gettone sacrificato sull’altare della felicità, dell’allegrezza di fine anni Ottanta, con le sale giochi piene di questi giochi scemi e divertenti, che non devi fare altro che assecondare la gioia e vivere alla giornata a raccattare monete da duecentolire per risolversi il pomeriggio.    

Viene messa in conto grande ampiezza di visualizzazione di esterni. Quindi gli scenari, rigorosamente in multidirezione, procedono verso il succedimento platformista per cui sparare ai nemici e saltare tra i dislivelli non sia precisamente tutto, allora si deve conquistarsi altezze più o meno radicali sulla svolazzante base del nemico, che va buttato giù, e ci si potrà librare in aria premendo il pulsante di fuoco e naturalmente direzionando col joystick. Le meccaniche del giuoco ruotano assai sulla stazione aerea, ma va anche detto che, nel mezzo, si dovrà venire a soluzione delle ordinarie insidie à la Super Mario Bros. degli spuntoni che spuntano, i tratti subacquei da affrontare in apnea, i balzi da effettuare al rimbalzo, la fauna di ammiccante gaiezza che appresta. L’amichevole massa bidimensionale di Newzealand Story verte, oltre che sulla spaziosità, anche e perlomeno nella variazione degli oggetti di supporto; il kiwi comincia con arco e frecce ma ben presto potrà far cose come lanciar bombe e sparare con la pistola laser, che è decisamente l’arma di maggiore potenza col suo rapido scaricare alla sezione, come o peggio di uno shoot ’em up. Auspicabilmente, Taito va in trazione e decide che il quadro a scorrimento deve diventare risolvibile al mutare dello schermo, e che il level design debba almeno esser degno di Bubble Bobble, Rainbow Islands.

Per consentire indolore l’acquisto delle geografie i realizzatori introducono mappe autogeneranti di estrema utilità, alla base dello schermo spostate a sinistra, per indicare al giocatore la scritta Exit mentre questi si dedica alla eventuale ricerca di bonus occulti. Al recupero di tutte le lettere del mosaico si andrà contro un pacco regalo di quelli che ti aspetti, al compleanno, dove devi comunque dire al regalante che non doveva. Comunque, anche senza parallasse, la grafica di Newzealand Story è straordinaria. La colorazione, per Nettuno, la colorazione è il centro dell’universo, grazie a Taito. Vedi questi scenari di squadratura e ti rendi conto di quanto manchi in questo grigio presente di textures il carattere della praticità. Quello che disegna personaggi piccoli ma di carisma. Quello che con una manciata di sprite riesce a trasferire il candore e la fratellanza. Non più guerra, viva l’amore. Teniamoci per mano e scambiamoci un segno di pace. La caratterizzazione dei nemici, assai peculiare in virtù dello scenario acquisito, traccia il profilo di una software house che al tempo investiva sugli impulsi visivi e che procreava arnesi di abbagliante immaginazione. E non s’è ancora dimenticata questa splendida colonna sonora di cantilene e cartone animato giapponese degli anni Ottanta che si pianta in testa e può tornare a qualsiasi ora del giorno e della notte, nei momenti di bua, nei momenti di buio, per riempire di colore il muro bianco bianco che si ha di fronte al letto. Che meraviglia, codesto videogioco di giallo pulcino e azzurro cielo, utile quando si deve scrivere di storia e di videogiochi.








 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo The Newzealand Story - ニュージーランドストーリー -
  Versione Europea
  Anno immissione 1988
  N. Giocatori 1
  Produttore Taito
  Sviluppatore Taito
  Designers Kazutomo Ishida, Hisaya Yabusaki, Akira Ootsuki, Makoto Fujita, Koichi Ooyama
  Compositore Hisayoshi Ogura, Yasuko Yamada, Yasuhisa Watanabe
  Sito Web www.taito.co.jp
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 2
  Orientamento Orizzontale - Yoko Mode
  Scrolling Multidirezionale
  Risoluzione 256 x 224
  Formato PCB - Taito The Newzealand Story (2x Z-80 Hardware)
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Platform
  Rarità
  Quotazione 200 - 250 €
  OST Sì [Taito Retro Game Music Collection 2 All Target Cluster, 2011, TEAM Entertainment]

  Il fattore conversione è nel caso di The Newzealand Story generalmente favorevole anche sul port (su licenza) praticato da Ocean e sussidiarie al di fuori del Giappone. A fine ’80, il Batman Pack del versante Amiga contenente al suo interno il port di The Newzealand Story piazza oltre due milioni di unità. Forse più per Batman, ma nondimeno l’adattamento del kiwi si realizza di gran merito: gameplay riprodotto e grafiche giusto di un pelo meno colorate. Sul ST, anche con uno scrolling più incerto e un display ridotto, il videogioco è in ugual modo meritevole. Il port Commodore 64 è una specie di miracolo: benché il design del pulcino venga rivisto, le grafiche come la struttura del coin-op sono preservate. Su Amstrad CPC il videogioco è colpevole di lentezza. Ma non su Spectrum, riversamento che conserva la sostanza del gioco originale pur tagliandone lo sfondo. Software Creations fa un discreto lavoro con l’edizione Nes. Ma la versione Master System, apparentemente sviluppata da TecMagik, è monumentale quanto l’adattamento PC Engine, realizzato dalla stessa Taito. Che poi sviluppa ancora per Mega Drive e decide per una revisione dell’arcade, per cui The Newzealand Story appare qui con le grafiche e i quadri rimescolati. Ma di nuovo eccelso a livello di gameplay. In Giappone, i port X68000 ed FM-Towns sono perfette riproduzoni del coin-op. Nel 2005 Taito Memories Gekan (Taito Legends in Europa e Nord America, l’anno seguente) fa girare il titolo sotto emulazione su PlayStation 2, XBOX e PC. Nel 2007 Taito produce per Nintendo DS New Zealand Story Revolution (New Zealand Story DS in Giappone), particolarmente riuscito remake dell’originale coin-op con grafiche potenziate e missaggio del suono.