NIGHTMARE IN THE DARK
di @
Luca Abiusi

nightmarecover2.JPG (20849 bytes)Per qualche oscura ragione a Gavaking, sussidiaria di SNK, venne in mente di sviluppare un gioco a piattaforme in pieno 2000. Per di più un titolo chiaramente riferito a Snow Bros, quello della Toaplan, quello che era uscito in arcade dieci anni prima. Ovviamente, se il concept è valido niuno vieta a Gavaking di ergersi a divulgatrice del classico, per coloro che non sanno cosa sia Snow Bros, ma che però apprezzano gli ambienti horror. Per limitare i costi, ma anche per riprodurre lo spirito bidimensionale di un tempo, si optò per l’immortale hardware NEO GEO e si decise di attingere a una iconografia assai fiabesca. Nightmare in the Dark è un platform esplicitamente tradizionale ma interessante grazie a un gameplay che non concede tempi d’attesa e che riporta a giocosità adolescenti. Nightmare in the Dark è il culto per l’arcaico. Devi saltare e sparare dentro a schermi fissi e raccogliere oggetti e realizzare il power-up limitato, e poi uguale ancora mentre i nemici aumentano e la sfida si fa seria. Già dato. Eppure non vi è modo di resistervi.

È curioso che Gavaking non abbia prodotto una cartuccia AES per il mercato domestico, sicché l’unico modo per giocarvi su console sarebbe via adattatore Phantom-1. Disamina di gioco: si rende nota ossatura assai primordiale in quanto dispone un mostro-protagonista tipo zombie-falce di Ghouls’n Ghosts dagli occhi rossi con cui carbonizzare a schermo ulteriori non morti a forma di scheletri, frankenstein, bestiame. La visuale è fissa, priva di scorrimento, così da intercedere a uno stile di gioco che si regga anche sulla strategia del tempismo. Nostra unica arma un getto di fuoco che servirà a paralizzare le creature, le quali, una volta all’interno di questa prigione temporanea, non dovranno che attendere la terminazione finale. Snow Bros. Si sarà intuito lo schema, riteniamo, visto che i programmatori si limitano a sostituire le palle di neve del pezzo Toaplan con quelle di fuoco, ma vi è anche da dire che al contrario di quanto accadesse sulla neve, in Nightmare in the Dark si potrà afferrare la sfera che racchiude il nemico e spostarla verticalmente, oltre che a destra e a sinistra. La stessa, che quando lanciata si porta via tutto quel che vi è di animato su linea d’azione, ha altresì la capacità di rimbalzare contro le pareti, in caso rimanesse qualcosa di vivo (non vivo) nelle vicinanze immediate. Sottolivelli. Ogni stage comprende cinque sottolivelli il cui ultimo proporrà l’immancabile boss, guardiano del mondo successivo, cattiveria malsana. Sarà a ogni modo opportuno raccogliere gli oggetti rilasciati dai cadaveri nel momento della loro dipartita, per guadagnare punteggio. E non solo.

Codesti items possono invero potenziare l’attacco, rendere meno dispendiosa la conversione del nemico in bolla. La percentuale di permanenza al gioco aumenta e decresce proprio in virtù di questo principio, allorché nei livelli avanzati il numero dei mostri tende ad moltiplicarsi e la velocità complessiva a serrare. Si è riscontrate intelligenze in prominenza rispetto a Snow Bros, se non altro per un livello di ostilità più asservito all’intuito, meno casuale. Gavaking fa sì che la sostanza del gameplay venga fuori mediante la amichevolezza che era stata dei classici multiquadro della Taito, così da adescare a modello, oltre che il suo titolo ispiratore, anche i vari Bubble Bobble, Rodland, Rainbow Islands. La partita in doppio va consumata. Dire fare baciare lettera testamento per ritornare al vecchio modo di fare interazione e grafiche, arte monodimensionale, si dispensi pure delle risorse del NEO GEO. Del resto i realizzatori vogliono concepire ambienti dal dettaglio soddisfacente per rifornire situazioni di mondi di illusione, ed è totale l’immersione grazie a questo disegno che si mette a decantar tramonti, foreste incantate, misteri di antri scolpiti nella roccia. Gli sfondi realizzano una struttura di magia e fantasia che è assai Capcom con le colorazioni a conquistare eccellenza in accostamento di tinte accese e pleniluni, e i boss giganteschi che si muovono con naturale fluidità e gli zombie che deambulano spaesati e cadenti con la testa a pendolo. Indubbiamente si beneficia di una direzione artistica d’impatto, e lo si denota anche quando ci si mette ad ascoltare, ché i suoni si mettono a suonare di un gothic oriented che sa di periodo d’oro del videogioco a base di sprite e felicità. Nightmare in the Dark è titolo di genere da mettere d’urgenza nel carrello in caso si ricercasse di intrattenimento classico di un certo spessore.









 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo Nightmare in the Dark - ナイトメア・イン・ザ・ダーク -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2000
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Gavaking / Eleven / SNK
  Sviluppatore AM Factory
  Designer Akihiko Uto, Hisanori Takeuchi, Hiroshi Yokoyama, Masayuki Taguchi
  Compositore ...?
  Sito Web ...?
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 2
  Orientamento Orizzontale - Yoko Mode
  Scrolling No
  Risoluzione 320 x 224
  Formato Cartuccia - NEO GEO Multi Video System
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Platform
  Rarità
  Quotazione

150 - 200 € [MVS Kit] 200 € [AES Conversion]

  OST

No

 

Benché diffuso unicamente in sala giochi, e quindi nel comune formato MVS, Nightmare in the Dark è avvistabile sotto forma di conversione AES sulle aste online e a mezzo di noti canali distributivi NEO GEO. Gli insert custom rimandano all’artwork del volantino presente nel kit MVS.