AKUMAJOU DRACULA X: Chi no Rondo
di @Luca Abiusi

Indubbiamente tra i Castlevania più significativi ancora adesso che il PC Engine DUO è perlopiù considerabile un sistema per irriducibili cultori, Akumajou Dracula X: Chi no Rondo si impegna a preservare l’anomalia dell’esperire tra arcade lineare e avventura per diramazioni. Si torni al distante Novantatrè: quando Konami pubblicò il nono episodio di Castlevania ci si attendeva tutto fuorché di una sequenza animata grandemente anime style nella quale l’attore divenisse infine oggetto di fantasie shoujo, se non altro in virtù di questa riconoscibile influenza western gothic che Konami aveva prima di allora impresso in ogni singolo episodio della saga. Ma fu più una circoscritta manovra di fanservice. Tant’è vero che terminata la fase introduttiva si ritorna al cliché della sacralità, dei cori e delle grafiche intarsiate attraverso cui il fardello della sfida alle forze del male ricada su Richter, l’ultimo discendente della famiglia Belmont. Egli dovrà affrontare il conte nel tentativo di risolvere il noto problema di suzione del sangue e successiva vampirizzazione che questi usa cagionare alle giovani fanciulle della Transilvania. È anche la prima apparizione di Richter in un videogioco della saga. Lo avremmo in seguito accompagnato presso ulteriori sanguinanti avventure (in Dracula XX per Super Famicom e in Nocturne in the moonlight su PlayStation, per quanto in quest’ultimo fosse un personaggio nascosto), stante che adesso è il tempo del PC Engine... e di Rondo of Blood.

Ci sono tredici livelli pullulanti di faune medievali e scheletri. Per far fronte alla marmaglia si ha sottomano una trousse di oggetti utili al superamento di percorsi multipli, dato che il gameplay delinearizza in fase di avanscoperta e asseconda il rinvenimento di nicchie e passaggi segreti. Quindi per terminare il gioco al 100% si dovrà portare in salvo le quattro donzelle che il conte ha rese prigioniere e occultate: a metà avventura sarà possibile impersonificare Maria Renard, ragazza che risulta assai abile a largire inattese soluzioni di attacco rispetto al Richter visto il suo arsenale divergente e hai ragione, graficamente parlando Dracula X è un capolavoro. Si riconosce presto il gran ritocco del particolare, che si estende alle animazioni degli sprite e che si completa nell’arte del raffigurare, visualizzare: un uomo (forse Dracula?) si staglia in lontananza su di un ponte diroccato mentre il vento scuote il suo mantello, e ancora le braccia delle sabbie mobili, che putrescenti ci tirano giù. Le musiche, interamente incise su traccia, risuonano evocatrici. Si riesce a spaziare con disinvoltura dagli assolo dell’organo a toni più di orchetstra pop, ma sempre conservando i suoni predominanti dei Castlevania pregressi. Konami attinge al passato. Con pragmatismo fa in modo che il nuovo Castlevania manifesti la sua unicità trainando a sé l’arcade adventure di origini nintendare e nondimeno trafficando nella tradizione dei migliori coin-op della Taito e con ciò, Chi no Rondo non è una “via di mezzo”. Lui vuol rappresentare un genere. Vuole continuare e quindi legittimare quel tipo di videogioco arco-esplorativo che era stato prestato alle sale giochi verso il ’90, ma che non era stato compreso del tutto.

Il conseguito equilibrio tra divinazione iconografica e consumazione attiva pone Dracula X su di una postazione soprelevata rispetto alle concorrenti elementarità. Allora la precisione matematica del level design sovrappone urgenze arcade a necessità di ragionamento avventuroso per ritornare alla disfida col mostro di fine livello – il minotauro è qualcosa di realmente spaventoso – dal coefficiente di difficoltà in ascensione graduale a consentire di apprendere e “carpire” il meccanismo di attacco evitando particolari circostanze di frustrazione. Bisogna altresì rilevare l’intelligente posizionamento dei punti di ripristino in quanto, persa una vita in prossimità di un boss, si ricomincia dalle zone immediatamente antistanti. E bisogna altresì menzionare il salto all’indietro del nuovo Belmont, che altroché se aiuta quando un drago sputatafuoco sputa il fuoco in diagonale e non vi è il tempo di spostarsi. Eccelso, Dracula X: una volta ultimato si lascia volentieri ripercorrere per via della sua struttura a completamento percentile e per il fatto di rendere Maria utilizzabile dall’inizio, con annessa modificazione della A.I. dei nemici. Riteniamo che l’opera di Konami risulti iperbolica, colossale, per come riesce a ottenere risalto dai suoi singoli strati bidimensionali. Che non sono unicamente al parallasse e che evidentemente celano la necessità di trasmutare il mero platformista in un romanzo di avventure interattivo, in una pellicola con la quale sia possibile interferire allo scopo di restaurare il capcomismo delle sale giochi un po’ anni Ottanta, anni Novanta. Codesto Castlevania formato CD-Rom giustifica l’esistenza di Zeus e del PC Engine DUO. Non vi è titolo che caratterizzi meglio di Dracula X: Chi no Rondo l’essenza a sedici/otto bit della console Nec. Faceva uguale Super Castlevania IV col Super Nintendo ma qui è diverso. Qui si sfidano i principi del videogioco con le piattaforme. Qui si riconquista il romanticismo del paradigma.









  Piattaforma PC Engine Super CD-Rom²
  Titolo Akumajou Dracula X: Chi no Rondo - 悪魔城ドラキュラX 血の輪廻 - [....]
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1993
  N. Giocatori 1
  Produttore Konami
  Sviluppatore Konami
  Designers Toru Hagihara, Koji Igarashi, Toshiharu Furukawa, Reika Bando, Koji Yamada
  Compositori Akira Souji, Keizo Nakamura, Tomoko Sano, Mikio Saito
  Sito Web www.konami.co.jp
  Sist. di controllo Digitale - Joycard
  Numero tasti 2
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale
  Formato CD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No]
  Genere Arcade adventure
  Rarità
  Quotazione 150 - 200 €
  OST Sì [Castlevania The Dracula X Chronicles Original Soundtrack, 2008, Konami D.E.]

 

Nel 2007, dietro produzione di Koji Igarashi, viene realizzato su PSP Akumajou Dracula X Chronicles (Castlevania: The Dracula X Chronicles). Tuttavia il videogioco, che consiste essenzialmente in un remake poligonale di Chi no Rondo, si mantiene distante dagli standard qualitativi del referente. E ciò nondimeno, in Chronicles è comunque avvistabile l’originale versione PC Engine (col doppiaggio della intro rifatto e i sottotitoli in inglese: l’UMD conterrà anche il port della versione PlayStation di Nocturne in the moonlight). Quindi nel 2008 il codice dell’adattamento PSP del Chi no Rondo PC Engine verrà riutilizzato e reso consumabile presso le librerie Virtual Console del Wii al costo di 900 Wii Points. Nel corso del 2015 PCEWorks, una società indipendente specializzata in riproduzioni PC Engine CD avente sede in Germania, ha commercializzato del videogioco due bundle in tiratura limitata. Queste lussuose nuove stampe contengono, in CD singoli, sia la versione originale nipponica che una edizione in lingua inglese (Rondo of Blood) nuovamente incisa sul rifacimento PSP del 2007.