ELFMANIA
di @Luca Abiusi

Elfmaniabox.jpg (123138 bytes)Si dice che la Terramarque di Stavros Fasoulas avesse realizzato un middleware di emulazione di scheda CP System I, e che fosse riuscita a sintetizzarne un simulacro a sprite hardware da far ballare davanti il marasma dello sfondo, che di per suo veniva saturato di parallasse. Quindi Stavros decise che tanto motore bidimensionale doveva essere usato per un videogioco a base di elfi e mazzate, ma non doveva essere un clone di Street Fighter II, e neppure un qualcosa di avvicinabile al retaggio del Team17. Terramarque mirava a determinare un genere a sé stante che autoescludesse la bagarre del chi ce lo aveva più picchiaduro, e che aprisse casomai al confronto sulla revisione possibile, la via capace di imporre un tipo di scontro alternativo. Per questo Elfmania è un esemplare abbastanza unico. E se poi deluse le aspettative di gran parte degli addetti non fu colpa degli sviluppatori, ma piuttosto degli addetti, che avevano frainteso.

Elfmania è differente. Dissente dallo standard del picchiaduro capcomiano e allontana qualsiasi vigente idea di beat ’em up a incontri. Terramarque sceglie la via della contaminazione ruolista apportando al gameplay la variante delle monete rimbalzanti, che corrispondono alla linfa vitale dei protagonisti, per fare in modo che queste siano sovraespulse a surrogare il sangue e come arma di fortuna da reindirizzarsi all’opponente. Il rilevabile limite di questo genere di approccio riguarda il tempismo e la velocità di esecuzione: centrare le monete è affatto pratica di routine in virtù di un sistema di collisioni piuttosto rigido, che rende attivo il contatto al pixel. Ma appurato ciò, Terramarque non si dimentica delle tecniche di scontro bidimensionale universali e conferisce al combattente il tipico compartimento di calci e pugni. Sarà possibile performare una super mossa a spazzamento – abitualmente un calcio rotante – che una volta a segno sottrae una considerevole parte di barra energetica. Il sistema di gioco è indubbiamente interessante. L’isteria degli scontri ritorna convincente malgrado il limitato numero di mosse, e la sensazione latente è di manovrare un coin-op (e non è poco). Tuttavia il team creativo rivisita le cadenze del titolo di genere allungando la gittata del salto e realizzandone lo spostamento di traiettoria. Ciò si traduce in una direzionabilità assoluta anche con il singolo pulsante del joystick di Amiga.

Per quanto il carattere non violento del beat ’em up sia un preciso diktat di programmazione, alla opera Terramarque va invero contestato il limite della non afferrabilità degli avversari. Non poter scaraventare il nemico per le terre rivela mancanze in approccio ravvicinato, sicché quando lo stesso ci è davanti l’unico modo per contrastarlo sia di premere il pulsante a ripetizione. Sarà anche vero che, in questo modo, gli incontri tendano ad allungarsi in durata, ma è altresì chiaro che la tecnica di scontro venga pesantemente penalizzata dalla assenza del contatto fisico a proiezione. Il numero dei personaggi opzionabili, unicamente sei, sarebbe ulteriore motivo di perplessità, ma a considerazione dello spessore artistico avvertibile sul character design quanto nel tratteggio degli sfondi, riterremo la questione ininfluente all’atto del giudizio. Per cui sì, le grafiche determinano gigantismo. Attraverso la scientifica applicazione di tutti gli effetti bidimensionali riconducibili alla letteratura di genere, pavimentazione prospettica compresa, Terramarque si redime beatificando il colore, elevando i cromatismi a video alla pura gradazione, trasferendo al disegno estetico il dettaglio, anche insignificante, che stia a rendere maestosa la visione di insieme. E la realizzazione sonora sembra assecondare cotanta smisuratezza grafica attraversando una nuova techno dal timbro strumentale di pulsione, a creare una partitura musicale innovatrice nelle tecniche di campionamento, a diffondere una sinfonia a tripla voce tendenzialmente pop. Elfmania è un gran gioco. Ma non necessariamente un gran picchiaduro.








 

  Piattaforma Amiga ECS / OCS
  Titolo Elfmania
  Versione Europea
  Anno immissione 1994
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Renegade
  Sviluppatore Terramarque
  Designers Antti Toiviainen, Jani Askolin, Antti Kallioinen, Stavros Fasoulas
  Compositori Aleksi Eeben, Ville Hyvönen
  Sito Web www.housemarque.com
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 1
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Multidirezionale
  Formato Floppy Disk
  Numero supporti 2
  WHDLoad Sì [link]
  Genere Beat ’em up
  Rarità
  Quotazione 25 - 30 €
  OST No

 

Anche se non accreditato, è noto che Fasoulas rivestì per Elfmania un ruolo centrale, se non altro perché fu lui a occuparsi della supervisione generale nonché della A.I. dei lottatori. Ultimato Elfmania, l’autore tornò a lavoro sull’ambizioso P.I.D., un progetto di videogioco free roaming à la APB risalente al ’91 il cui completamento fu però in seguito compromesso dalla crisi della Commodore. Malgrado ciò, e visto che lo sviluppo dell’opera era a uno stadio avanzato, un tentativo di pubblicazione come titolo di lancio di PlayStation venne messo in atto da Terramarque sul finire del ’94. Dopo il definitivo abbandono del progetto, Fasoulas si eclissò. Fonti non confermate lo vorrebbero residente in San Francisco e disinteressato a internet come alla programmazione. L’autore sembra inoltre non possedere un indirizzo email.