ONI: The Ninja Master
di @
Luca Abiusi

onicover0.png (103260 bytes)Si dovrà combattere in una situazione di inferiorità, soverchiati dall’aspetto terrificante di questi mostri metà meccanici, metà dei dell’Olimpo. Un picchiaduro a incontri, codesto Oni: The Ninja Master (Metamoqester in Occidente), ma dall’incipit interessante. I titani, non selezionabili, possono appartenere alla figura del boss finale di un possibile beat ’em up a scorrimento. E difatti nel gioco a due questi restano antagonisti, perché sia quindi consegnata una struttura di cooperazione e venga resa la facoltà di armeggiare fianco a fianco contro le forze del male. La tenzone assume proporzioni videoludicamente epiche, e sebbene il titolo sia un po’ corto e venga ridimensionato da alcuni limiti di gestione si dovrà tesser lode sul rilevante lavoro estetico di Banpresto. L’impatto iniziale è notevolissimo: grafiche di imponenza, character design che non sfigurerebbe in un anime ad alto budget, velocità assoluta della azione. A guardar bene, Metamoqester è più action game di quanto i caratteri a video vorrebbero istruire. Vi è questa libertà di creare confusione. Avviene questo bordello di armi e carni.

Il sistema di combattimento a tre pulsanti attinge da Super Street Fighter II Turbo per essere di manifesta semplicità d’uso. Il misuratore supplementare, caricabile premendo in simultaneo i due tasti primari, serve a lanciare un tipo di incantesimo utile a sottrarre alla cpu quantità di energia fuori norma; eppure l’arte dell’incantesimo è considerabile come l’ultima risorsa di un processo di attacco che segue una sua logica comportamentale di routine, di tipo classico, laddove vi sia margine per un avvicinamento a più livelli di potenza. Sulle caratteristiche dei tre attori opzionabili restano buone le regole del beat ’em up uno contro uno, quindi la ragazza sarà agile e piuttosto abile nella performazione delle super mosse, il randagio con la spada sarà tanto lesto quanto potente negli attacchi frontali, mentre il forzoso, provvisto di bastone, scaglierà  impressionanti legni a discapito di una mobilità limitata. In tutti e tre i casi si avverte la volontà di misurare le caratteristiche di ogni singolo lottatore per così offrire un gameplay difforme in funzione di scelta, benché di fatto le uniche differenze tra loro rilevabili stiano nelle coreografie delle super. Lo schema per battere il mostro di turno è pressoché identico quale che sia il lottatore prescelto: attacco volante, super mossa, super mossa, super mossa. Vista la cattiveria delle creature avverse e la evidente disparità dei mezzi fisici, la battaglia si risolverà nella esecuzione isterica e continuativa di mezze lune e riferibili combinazioni.

Potrà anche mancare una vera strategia di attacco, e tuttavia abbattere questi mostri giganteschi richiede apprendimento. Si è sull’arcade di vecchia concezione, beffardo con il giocatore occasionale e rigoroso con chi volesse approfondirne gli automatismi e ultimare con un solo credito. Comunque i soli cinque livelli complessivi costituiscono un ulteriore limite, e se è vero che le sessioni di combattimento risultino in media più durevoli di un qualsiasi Street Fighter, si ritiene che Banpresto avrebbe dovuto inserire almeno un coppia di ulteriori bestie. Oni: The Ninja Master resta un titolo capace di appassionare. L’elevatissimo ritmo degli incontri porta a un livello di immersione che i picchiaduro Capcom ed SNK possono anche sognarsi, ancora di più se si gioca con un amico, situazione ideale a esprimere le potenzialità visive del picchiaduro. Merito di una tecnica grafica virtuosa, che regge scenari ampi e fulgidi, che visualizza centinaia di fotogrammi di animazione (la deambulazione dei mostri è di alta scuola), che opta per un parallasse dettagliato quanto il quadro frontale, che riempie lo schermo con gli effetti di trasparenza, che realizza una clamorosa fluidità di scorrimento. Gli sfondi dispensano colore. E se infine discorriamo di questa colonna sonora future-pop di contaminazione neoclassica estremamente acida può anche succedere che il lettore si metta in ricerca della pcb originale. Probabilmente fallendo, vista la sua rarità, ma un tentativo va fatto. Quindi il videogioco di Banpresto reclama una collocazione di prestigio fra i coin-op di genere, ancor meglio se ne constatiamo il comparto tecnico tutt’ora evoluto; pur anche migliorabile in sede di gameplay e reclamante innesti di ulteriore bidimensione, Metamoqester può essere considerato un classico.









 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo ONI: The Ninja Master - 隠忍 -ザ・ニンジャマスター - WORLD: Metamoqester
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1995
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Banpresto
  Sviluppatore Pandorabox
  Designers Motakazu Tokoro, Takehiko Hoashi, Masahiko Takai, Kenji Tanii
  Compositore Satoshi Akamatsu
  Sito Web www.banpresto.co.jp  
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 4
  Orientamento Orizzontale - Yoko Mode
  Scrolling Laterale
  Risoluzione 384 x 240
  Formato PCB - CAVE 68000
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Beat ’em up
  Rarità
  Quotazione 100 - 120 €
  OST No

  Il videogioco, mai convertito per sistemi esterni al coin-op, trae ispirazione (e titolo) dalla saga RPG di Pandorabox, che fu popolare sui sistemi Nintendo e che in seguito avrebbe ottenuto traduzione su PlayStation.