TOURYUU DENSETSU ELAN DOREE
di @Luca Abiusi

PlayStation aveva largamente vinto la guerra per la supremazia geografica delle console ma ciononostante poi lo stravangante Elan Doree se lo doveva dimenticare da com’era minimizzata dal suo basso coefficiente di estrazione da ST-V, la scheda arcade multiprocessore che assicurò al Saturn – che ne era derivazione – una schiera di esclusive di qualità tecnica generalmente otto su dieci di media. Cotton 2 & Boomerang, Radiant Silvergun, Prikura Daisakusen e Soukyugurentai, per menzionarne alcuni, avrebbero reso il pensionamento del trentadue bit meno traumatico verso la fine degli anni Novanta sebbene nessuno di questi giochi avrebbe varcato il mare; la sconosciutissima Sai-Mate, con Touryuu Densetsu Elan Doree, si garantiva quantomeno la striscia di udienza hardcore che ancora si faceva attirare dalle release arcade – che erano in diminuzione costante, ma in misura meno drastica in Giappone – e che si appassionava ancora di beat ’em up a incontri malgrado il retrocesso interesse verso l’istituzione del combattimento tipo Street Fighter a ragione degli exploit tridimensionali di Tekken 3. Eppure Elan Doree regala un genere di spada contro spada non convenzionale con tutti i suoi dragoni e i poligoni in shading.

Dieci è il numero vincente. Anche sette, ma dieci anche. Che poi ne metti trenta e li fai tutti uguali, e non serve. Sai-Mate si concentra su dieci personaggi per trasfondere in loro uno statuto di unicità e farli apparire disgregati dai soggetti stilistici capcomiani; si tratta di cavalcare creature alate squamose. Si tratta di domare e dominare il drago. Non daremo addosso alla softco nipponica per il solo fatto d’aver economizzato sul numero delle mosse, che non dovevano esser troppe in virtù dello stile del duello, diremmo, e anzi ci predisporremo benevoli verso questo Panzer Dragoon Arcade Edition perché sa diventare grezzo. Il sistema funziona. Marielle tira di spada su quattro direzioni più una e sferra hit da cinque e più colpi, come gli altri del gruppo invero, e nonostante i due unici tasti di attacco è fattibile conseguire movenze e super di una certa violenza alternando e combinando questi coi pulsanti delegati al dash e al salto. L’invenzione non manca, sicché lo schieramento di eroi manga possiede facoltà offensive ravvicinate e a distanza capaci di estetizzare (estremizzare) il combattimento e di portarlo su formazioni più istintive che tecniche. Tuttavia, acquisiti i principi di base dell’intero roster, è lapalissiano come i programmatori abbiano provato a rendere distinguibili i metodi di offesa, che alla prova sul campo si realizzano evidentemente originali pure all’interno del cliché otaku-wapanese cui Sai-Mate si attiene per ingraziarsi i potenziali cosplayer. Elan Doree è videogioco di genere con la predisposizione all’anomalia.

Il nemico subisce disarcionamento ma non solo: una volta al suolo è possibile infierirvi rapidamente lanciandogli appresso un fascio magico automatico. Le super mosse vanno razionate. Non esiste che si stia lì fermi a stampare fulmini di Zeus e diavolerie nell’attesa che l’opponente soccomba vistoché una barra SP interviene a svuotarsi per l’occasione come a reintegrarsi – fino a tre volte – durante la malmenanza ordinaria. Un videogioco discreto, codesto di Sai-Mate, che nel single player tende a definire ripetizione esauritasi la gioia di volare nell’aere, ma che nel versus ha un suo perché nel frullatore arcade fantasy di mosse risolutive e risoluti eroi ma si poteva far di meglio nel compartimento opzioni. Avvengono arcade, versus e survival – non vi è dunque uno story mode – che guai non ci fossero stati e dal menu interno è giusto possibile selezionare la versione alternativa del soundtrack. Chiaramente importanti le grafiche. Il nucleo ST-V del Saturn sposta creature rivestite di tessuti molto lucidi e molto saturi, anima blocchi poligonali a più di trenta fotogrammi al secondo disinvolto, produce trasparenze raramente osservate pure nei titoli d’alta risonanza e di griffe Sega – vedi Virtual On, vedi Virtua Fighter 2, vedi Burning Rangers – e concretizza un effetto di zooming che neanche SNK dei tempi migliori mentre intanto riproduce uno sfondo in bidimensione statico epperò sistemato in prospettiva per non andare incontro all’antiestetico effetto di stranietà al segmento visuale primario. Ci sono i suoni avventurosi. Questi risultano buoni a introdurre gli oggetti luminescenti e si ascoltano volentieri, gli altri suoni arrivanti pieni di evasioni fantasiose à la Lodoss War, per dare l’idea, col remissaggio risultante parzialmente superiore agli originali estratti. Il campionamento è filamentoso. Le voci danno coscienza ai guerrieri che volano.









  Piattaforma Saturn
  Titolo Touryuu Densetsu Elan Doree - 闘龍伝説エランドール -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1998
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Sega / Kamata and Partners
  Sviluppatore Sai-Mate
  Designers Hirotaka Sasaki, Hayato Kojima, Tomohiro Nonomiya, Kunitada Koiwa [....]
  Compositori Kazuyoshi Kawamura, Yasuyuki Mayama, Kenji Oshima, Yoshida Gotoh
  Sito Web ...?
  Sist. di controllo Digitale - Joypad
  Numero tasti 3
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling 3D scaling / sprite scaling
  Formato CD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No] PAL [No]
  Genere Beat ’em up
  Rarità
  Quotazione 50 - 60 €
  OST No