OTOMEDIUS EXCELLENT
di @Luca Abiusi

Dissero a Konami che gli occidentali lamentassero l’assenza di tale Otomedius G. e che senza nemmeno considerarne una localizzazione si poteva finire all’inferno, ma l’irremovibile Konami replicò che all’inferno ci sarebbe finita comunque dopo Castlevania: Lords of Shadow e che inoltre non v’era motivo di trasferire alle Americhe o in Europa un gioco per pedofili che di suo non avrebbe venduto, e che nell’eventualità migliore sarebbe stato oggetto di rating dal bollino rosso rosso a cagione delle lolite dai seni estremamente grossi le visibili mutandine, ma successivamente dissero a Konami che anche i nord americani erano pedofili, e che si poteva eventualmente realizzare di Otomedius Excellent una “Special Edition” fiorente di artbook, soundtrack, interessante pillowcase extra-large intessuta di muschio da consegnare a eserciti biologicamente programmati all’unboxing, «questi ridicoli filmati youtube dove i collezionisti aprono le scatole e vi si trastullano sopra consumando atto di abiezione». Ma per Konami i dettagli delle derive viziose erano secondari: per come la vedevano loro i grassoni potevano anche inserirsi i DVD nelle uretre, purché li comprassero prima. E allora Special Edition.

In funzione di alcune sue caratteristiche oblique di minoranza sulle tecniche visuali a confronto del precedente Gourgeous, Otomedius Excellent inizia a indurre a un prototipo di sottoprodotto certamente gravido di anacronismi – presso a d’un sistema d’armi configurabile sul modello che determinò la rimarchevolezza dello sprite degli anni dello sparatutto – ancorquando le principesse avanzino inattese suppliche di protagonismo, telefonia dietro a scrivania, ragazza immagine, situazione d’incasso extra nei quartieri bene dell’Isola di Domburi che significherà convocazione ufficiale in Tokyo Midtown, 09:27 del mattino per ribadir loro che ancor prima che bambole gonfiabili sono soldati gonfiabili a uso e consumo di tutti; Excellent è sette quadri orizzontali più tre, ma intercede sensibile a un livello di uccisione standard piuttosto meglio che al punto G come Gorgeous, e in ordine di frollatura poligonale al boss cinque ammazza la fustigazione possibile al sentiero stellare “St. Gradius Academy” caricando a formazione di raggi option linee nemiche verso persistenti visioni hardcore di Gradius V: ebbro di febbre e storyboard di compartimentazioni cascanti sul pattern un anonimo game designer di provenienza ignota – in Konami non s’è mai visto, sembra si sia fatto assumere da Treasure a contratto part-time – chiede udienza alla storia, ma perde conoscenza; al suo risveglio le luci del laser. i buchi neri. i bagliori la distorsione dello spazio. il caos. il caos... di una Konami che rimette mano ai cifrari dello shoot ’em up giapponese classico per divertirsi un po’, giocare a guardie e ladri, a mosca cieca, al dottore con la cugina quando nessuno guarda.   

È bello svolazzare su di una valle verde al secondo quadro, al terzo quadro di Otomedius Ekuserento; difatti, il ragionamento del videogioco di ristampa del mestiere su di un che di ripetizione delle frontiere iperfantastiche resisterebbe adesso lateralmente le grafiche e contro l’improbabile idea di poter restituire allo sparatrac la sua migliore gioventù, da che ella svanì con Machiguchi e il seguito di bimbi smarriti della stazione di Akihabara, ma quanto rimane della Konami ci prova lo stesso a reclutare le carcasse delle astronavi abbattute nelle guerre interplanetarie vinte tanto tempo fa in sala giochi, cerca di esorcizzare i ritornanti schemi del titolo di settore con l’autocitazione a forma di pixel – Gambare Goemon – e vorrebbe anche far credere al potenziale acquirente che gli anni ’80 null’altro sono che uno stato mentale, che Ronald Reagan è ancora Presidente degli Stati Uniti e David Hasselhoff in cima al Muro e alle Hit Parade a cantare “Looking for Freedom”. Il film dell’introduzione trasfonde aulenza d’anime di qualità sette e mezzo su dieci. E Konami giustamente travalica il senso della misura ricavando sequenza da quanto la scena dell’animazione giapponese ha recato diciamo in una forbice d’intervallo esercitante tra metà Novanta/primi Duemila fin sul fotogramma preliminare di Aoba Anoa che si trasforma come (meglio di) Sailor Moon difronte il liceo, sul pop leggerissimo e sbrilluccicante di un “fly” in versione karaoke, ché quelle (puelle) magi madoke il cielo se lo vogliono conquistare per potervi rimanere in auge, sempre giovani sempre belle per sempre «assieme a noi per cambiare il mondo, e superare il prossimo stage della nostra vita».        












  Piattaforma XBOX 360
  Titolo Otomedius Excellent - オトメディウスX(エクセレント!)-
  Versione Americana / Giapponese
  Anno immissione 2011
  N. Giocatori 1/3 Online
  Produttore Konami
  Sviluppatore Konami
  Designer Mine Yoshizaki
  Compositori Norihiko Hibino, Takahiro Izutani, Motoi Sakuraba, Michiru Yamane, Shinji Hosoe [....]
  Sito Web www.konami.jp/products/otome_x
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 4
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale
  Formato DVD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità
 
Ver. americana: NTSC-U/C [] NTSC-J [No] PAL [No]
Ver. giapponese: NTSC-J [
] NTSC-U/C [No] PAL [No]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 30 € [Special Edition] 25 € [Ver. giapponese]
  OST Sì [OTOMEDIUS-X ORIGINAL SOUNDTRACK, 2012, Konami Digital Entertainment]

 

Il videogioco viene distribuito in Giappone nell’aprile del 2011. Sebbene facente da sequel di Otomedius Gorgeous!, che era inizialmente uscito in formato coin-op, Otomedius Excellent non possiede una sua controparte arcade in quanto concepito come esclusività dell’XBOX 360. Col beneplacito degli organi di censura ESRB, nel novembre del 2011 Konami distribuisce sui mercati nord americani anche in Special Edition, conservando intatti i contenuti della versione giapponese fuorché per l’inserimento dei sottotitoli “karaoke” durante il filmato d’introduzione. Non tutte le protagoniste sono immediatamente selezionabili: Kokoro Belmont (da Castlevania, fa uso di raggio laser-frusta, croci boomerang e asce) e Strarf vanno acquistate dallo store, mentre Esmeralda si sblocca completando il gioco a livello Expert con Erul Tron, con la quale si dovrà poi sbloccare Poini Coon, ancora in Expert. Sebbene i tre quadri DLC St. Gradius Academy, Yebisuboshi (da Gambare Goemon) e Donburi Island (da TwinBee) risultino studiati per il consumo in modalità multiplayer, questi possono essere affrontati in singolo, ancorché in coda ai sette livelli standard.