HAWKEYE
di @Luca Abiusi

Hawkeye è anche questo suo diventare parallasse a sfondo fisso e strano, si materializza una sensazione di scorrimento che è comunque prodigiosa, religione davanti al Commodore 64 versione 1988. Vennero improvvisamente i Boys Without Brains con un videogioco proclamatore di iconografie riformatrici per reagire alla linearità degli schermi unici di simultanei programmi senza significato, per cui si utilizzava questa variazione della stringa all’interno di un contesto dove si era oltraggiati da visioni di cose che non si capiva veramente cosa fossero; Hawkeye persegue il principio della elevazione del ritmo, e attraverso la sua apparente figura rettangolare vuole riaffermare l’idea del videogioco della stazione e della ricerca, in modo che vi sia da acquisire le armi atomiche al volo manco si fosse su di una console giapponese che di nome fa PC Engine. Hawkeye è tutto mostri, creature che svolazzano a sciami, sfondo rosso intenso e mondo parallelo dai simboli pagani e super compositi.    

Sembra di correre in una scatola delirante deforme depotenziata di umanità. Ci sono i fondali che si rifiniscono da soli, animazioni fluenti, disegnazione del compartimento sprite di una certa impensabilità. Ancora adesso la tecnica di programmazione inquadra mitologie impregne di tintura, che pure nelle attigue limitazioni della macchina Commodore sanno realizzare un regno costruito sulla levigatura del pixel, trasfigurazione di centouno fotogrammi che generano i movimenti di alter ego e nemici in sinergia. Tutto è liquido in Hawkeye. La matematica del team ceativo comprime il video di forme squadre e dettagli, verso questo fondale di gigantografie perfette, un character design che ascende verso il puro mutazionismo, che converge nella sua linea umanoide come mescolazione fra tubi e sostanze organiche in setticemia. Pure rilevando dieci e più elementi simultanei a schermo, non si è francamente riscontrato artefatto alcuno, e anzi l’immagine decanta austerità; i Boys Without Brains si preoccupano di circuire il quadro di una zona di coerenza e di libera manovrazione, che è anche una spirale di figure aliene ricorrenti: venendo quindi a mancare i modelli referenziali del videogioco fantasy Hawkeye deve addossarsi l’onere della costruzione territoriale ex novo.

Il sonoro, affidato ai Maniacs of Noise – praticamente Jeroen Tel – sovviene parzialmente inquieto per musiche e malattia, e nondimeno riuscito in direzione sintesi. I rumori si adattano ai temi (e ai tempi) della fantascienza a 8 bit radicata nel Sid, e vi è un’apertura quasi stereofonica della monofonia del computer durante il moto, pompano le casse del televisore, vogliono espandersi. Hawkeye s’inventa cose ancora in fase di gameplay, qui dove sussiste una attenta commisurazione dei movimenti e dei salti; si produce assuefazione e motivo d’incedere, di solcare l’avventura per intera rivelando l’arcano nell’ultimo livello e conquistarsi il diritto di lacrimare cubetti zinco-carbone, allo schermo finale dopo tanta sofferenza, che il singolo salto che ci era sembrato semplice poi in effetti non lo era. Non vi è stato modo di scegliersi il grado di difficoltà, che tende a degradare le mucose almeno finché non si decide di abdicare in favore di Operation Fireball per colpa di questi caricamenti da cassetta, ma è una cosa che succede solamente nell’anno 2018, ché al tempo, quando vi era ancora un futuro, veniva naturale di attendere il tramonto, dopoché si perdeva. L’ultima apparizione dei Boys Without Brains cade nel ’93 con Disposable Hero dietro etichetta Euphoria, sull’Amiga, uno shooter clamoroso e nazista, artwork da sanguinamento, vi si osserva lo stile, la riconducibile tecnica.










  Piattaforma Commodore 64
  Titolo Hawkeye
  Versione Europea
  Anno immissione 1988
  N. Giocatori 1
  Produttore Thalamus
  Sviluppatore Thalamus
  Designers Mario Van Zeist, Jacco Van T’Riet
  Compositori Jeroen Tel, Charles Deenen, Robin Levy
  Sito Web thalamus.co.uk
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 1
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale
  Formato Cassetta / Floppy Disk
  Numero supporti 1
  Multiload
  Genere Platform
  Rarità
  Quotazione 20 - 30 €
  OST [Thalamusic, 2007, Binary Zone Interactive]

 

Al tempo della sua pubblicazione il videogioco divenne oggetto di una controversia allorquando Zzap! 64 Uk, il cui publisher era il medesimo del gioco, gli conferì un sospetto 96% con Medaglia D’oro. Difatti gran parte dei lettori avrebbe in seguito accusato la rivista di averne intenzionalmente gonfiato la valutazione.  Qualora completato senza perdere vite, Hawkeye largisce un livello segreto. Inoltre, in caso di dipartita, il videogioco consente di ripercorrere il livello appena affrontato in modalità “pratice”. Le versioni Amiga e Atari ST, riprogrammate nell’89 da Esprit Software, che era una sussidiaria di Ubi Soft, non sarebbero risultate ugualmente incisive; ancorché le grafiche ritornassero grossomodo funzionanti – soprattutto su Atari ST, dove l’animazione realizza una migliore fluidità – tanto il suono quanto il gameplay vengono restituiti in modo approssimativo. Nel 2004 l'indipendente “Mersey Remakes” realizza di Hawkeye un mediocre rifacimento in formato Windows PC.