THALAMUSIC

di @Luca Abiusi


     

Una sensazione come di assorbimento, non consideriamo l’ascolto. Ci fossimo limitati all’ascolto ci occuperemmo di psicologia e giammai scriveremmo sul problema del disco Thalamusic che cessa di esistere, e meno male che al tempo arrivammo per tempo – nello store Psytronik ne erano sì e no avanzate due copie – se no adesso anziché star qui a scrivere su Thalamusic sprecheremmo il Nostro tempo nell’iniziarvi a una serie di strategie sull’automiglioramento dell’io. Hubbard. Il solfeggio ai titoli del videogioco Delta risulta rivelatore. Ma il suono mistico è colui che avviene durante il volo, una cosa SID che decolla silenziosa nelle tenebre e non atterra mai veramente, un coito interrotto – CD 1, traccia 5 – cripto-trance che Hubbard deve aver consumato a seguito di un uso aggressivo di sostanze psicotrope, ci esce il sangue dal naso, ma sì anche le vostre narici si ricorderanno la percezione come se di vibrazioni, undici minuti di elettroshock in cui Hubbard decide di succhiarci la testa.

Jeroen Tel discende dagli dei. Stiamo parlando di Hawkeye, non di cose di musica piano-bar tanto per distrarre; la tecnica di trabeazione delle sintesi, riconoscibile negli stridori e durante il collasso verticale del volume dimostra il SID alla maniera di un vincolo di sacralità manco se la caduta di Odino si dovesse celebrare sul Commodore 64, che tuttavia risulta essere il microcosmo di fecondazione di una corrente elettronica parallela che avremmo veduto risolversi nell’asse underground franco-londinese tra Daft Punk e Chemichal Brothers. Nella stratosfera Thalamus va di moda la sperimentazione. Matt Gray e Martin Walker, di per loro, non sembrano valersi dell’influenza tastierista di Jan Hammer. Il loro visus distrettuale al più retrocede alla psichedelia anni ’70 nel loader di Quedex, per una manovra di avanscoperta di spazi 1999 nell’Armalyte, allo schermo dei titoli, percussione netta, rumore di meteoriti con lo strascico, profondo nero. Retrograde (Steve Rowlands), invero meno invasivo nell’esecuzione, esplora in compenso una diecina di rumori confezionati per l’occasione, una cosa di riduzione di strumenti a fiato e di stiramento del processore sonoro fino al bug sistemico, a riferire le acustiche su cui l’autore avrebbe inciso le successive colonne sonore allegrissime di Creatures e Creatures 2 – CD 2, tracce 1-19 – dei peluche che danzano al ritmo, la frase sonora del negozio è un estratto di caramello puro al 99 per cento che supera il check-point di frequenza ad alta precisione a 4000 Hz, gli oscillatori oscillano, ondeggia tutto nella stanza. Il disco chiude con Ashley Hogg (Nobby the Aardvark) perché si doveva concedere un po’ di leggerezza, una cosa di ascolto che commettesse pace sull’apocalisse irrevocabile del CD 1, che del disco è il CD portante, quello che ne definisce il calibro.


  Titolo Thalamusic
  Anno immissione 2007
  Luogo immissione Worldwide
  Tipo pubblicazione Commerciale
  Categoria Original Soundtrack / Arrangement
  Produttore Binary Zone Interactive
  Compositori Rob Hubbard, Matt Gray, Jeroen Tel, Martin Walker, Steve Rowlands [....]
  Arrangiamenti Chris Abbott
  Vocalist No
  Testi No
  Sistemi di riferim. Commodore 64
  Titoli di riferim. Sanxion, Delta, Quedex, Hunter’s Moon, Hawkeye, Armalyte, Retrograde, Snare [....]
  Formato CD
  Numero supporti 2
  Durata Disco 1: 79:39 Disco 2: 78:52
  Catalogo CZCD 024
  Sito Web www.binaryzone.org
  Rarità
  Quotazione 10 €