DISPOSABLE HERO
di @Luca Abiusi

Copia di DisposableHero2.jpg (172511 bytes)I Boys Without Brains erano ascesi con Hawkeye, platform game d’avventura che dà sfoggio di un parallasse definibile sofisticatissimo sugli otto bit del Commodore 64. Ora, avendo a disposizione un Amiga ECS costoro vogliono realizzarvi sopra un qualcosa come Disposable Hero, uno sparatore definibile avveniristico sul sistema di upgrade delle armi, che devono venire agganciate nelle capsule di ripristino disposte ingame: la notevole possibilità di potenziamento mirato porta lo shoot ’em up su accezioni inedite lì dove il prototipo dello sparatore giapponese consentisse per convenzione l’innesto dell’arma giusto appena in atto di gameplay. Il grado di difficoltà di base vuole uccidere, ma dolcemente. Euroshooter. Ma non tipo Armalyte ma bensì tipo Disposable Hero invero, poiché il titolo se ne va per la sua strada e sembra in linea di massima non temere il diretto confronto con le altre cose di navicelle fuoriuscite nel frattempo sulle console del futuro; importunamente sottostimato dagli esseri umani medi, Disposable Hero realizza in verità una interessante nuova via di percorrimento in merito allo sparatutto euroatlantico, il quale era aduso mostrarsi più sotto forma di malriuscito ricalco dei cabinati coin-op che come stretto veicolo di creazione.

Significativa l’opportunità di ottenere una nuova astronave altressì montante equipaggiamento differente dall’oggetto standard per mezzo di compravendita dei materiali, i medesimi utili per l’upgrade dell’arsenale. Quindi in virtù della necessità di adottare un differente metodo di sparo in funzione del mezzo, sussiste tecnica. Ci si trova al cospetto di uno shoot ’em up innovativo che vuole portare la scalata ai congegni esterni e ancora a mid-boss la cui carcassa sia demolibile a seguito dello studio scrupoloso di tempi di offesa – generalmente la centratura del punto nevralgico è meno rilevante che nel tipico sparatore da sala giochi – nei quali introdursi col cronometro, per evitare di venire colpiti senza possibilità di controffensiva. Il ritmo si allinea alla acciaieria dei suoni sì da sembrarne avvinto alla radice, come a volere appoggiare una idea di gioco che sia da subito sinestetica, assai condizionante i ricettori stereoscopici in forza all’udito e alla vista, per addestrare i luoghi futuristici ed esserne i diretti artefici, suggendo presto da una colonna sonora portante che intende dispensare acid techno a secchiate, e che fa scatenare l’emicrania, e che indulge verso a tonazioni abbastanza sconosciute ai contesti della modulazione programmata per i videogiochi.

Una grafica possente, che si insinua come una spirale claustro-biologica nella forma nichilista degli scenari. Si è tra i più complessi sparatutto degli anni Novanta a cagione di una genesi progettuale costata flaconi di Seroxat; in ogni singolo scenario si riconoscono microdettagli anche subdoli, cellule di un universo schifoide mischiante l’horror degli esperimenti genetici alla fantascienza tradizionale di mostri che danno luogo a sequenze costruite su più fasi, quando che alla disgregazione degli stessi corrisponde una macabra animazione dei loro resti organici zampillanti di fluidi. La opera dei Boys Without Brains, scritta in un codice assembly che equivale una sinfonia di stringhe, sovviene ostile solo in superficie. Sulla via del perfezionamento delle manovre d’attacco da portare alle routine che muovono i boss di fine livello si crea avvistabile la linea d’uscita, un piano di fuga che determini questa progressione che giammai vuol cedere al fattore casualità. Se vi è un difetto in Disposable Hero che sia definibile tale, lo si ha nella mancanza dei continue. Perdute le tre vite ce ne torniamo alla base, e questo è male anche in virtù dell’esiguo numero di gettoni extra recuperabili durante il massacro. Una maggiore elasticità sarebbe stata opportuna ma in fondo, con perseveranza, è possibile conquistarsi lo scontro finale per guadagnarsi la grandezza, o ripiombare all’inferno. Disposable Hero è un titolo centrale nella storia dell’Amiga, infame dentro ma indubbiamente sontuoso nel mettere in opera le tecniche di sparo e le geografie stellari.










  Piattaforma Amiga ECS / OCS / CD32
  Titolo Disposable Hero
  Versione Europea
  Anno immissione 1993
  N. Giocatori 1
  Produttore Gremlin
  Sviluppatore Boys Without Brains
  Designers Mario van Zeist, Harald Holt, Arthur van Jole, Hein Holt, Lars Verhoeff
  Compositori Hein Holt, Rick Hoekman
  Sito Web www.boyswithoutbrains.nl
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 1
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale / Verticale
  Formato Floppy Disk / CD-Rom
  Numero supporti 2 / 1
  WHDLoad Sì [link]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 70 - 90 €
  OST No

 

Si predispose per una versione AGA che avrebbe dovuto seguire il versante ECS, e nondimeno questa viene scartata in favore di un riversamento diretto su Amiga CD32. Ma ancorché privata del supporto AGA, la versione CD contiene tracce missate in studio. Tuttavia si ritiene che il remix non renda giustizia all’originale componimento su microchip Paula. La scatola della versione ECS contiene materiali. Quindi, vi si trova un poster gigante dell’illustrazione di copertina, ruota dei codici con artwork delle navi, manualistica di certo stile, due dischetti portanti logo.