KETSUI: Kizuna Jigoku Tachi
di @Luca Abiusi

Ketsuicover2.GIF (43369 bytes)I tempi di gioco dello spara e fuggi contemporaneo sembrano riferirsi a Dodonpachi e quindi a Cave, la software house che ha determinato il nuovo corso dello shooter di concezione classica e che ha fatto in modo che il genere divenisse una quantomai sofisticata variante del puzzle game. Ketsui è tra questi nuovi shoot ’em up concernenti l’accumulo, le chain, le tecniche di avvicinamento al bersaglio, l’arte della moltiplicazione del punteggio. Realizzato per i mercati arcade nel 2002 e inspiegabilmente ignorato dai reparti interni ad Arika, che è ad uso di occuparsi delle trasposizioni domestiche dei titoli Cave, Ketsui è l’ennesima prova di consistenza di questo gruppo di ricercatori osservanti la controcultura del videogioco arcade, questa pratica di sviluppo che vede il flusso di sparo assumere la disciplina della tecnica e seguire un ordine di spostamento scientifico che sia in diretta negazione al lineare deflagrare di Capcom, Technosoft o Seibu; per tale ragione, questo genere di guerra bidimensionale fa storia a sé. Puoi essere un amante dello shoot ’em up e finire invece per detestare un titolo come Ketsui, che ingigantisce il numero dei proiettili, che ingigantisce la dimensione dei guardiani.

Se si adopera il manic shooter e si cercano rivoluzioni, Ketsui non ne offrirà. La struttura verticalista e la quantità di materiale sparato a video appartegono al retaggio della Cave, sicché di fianco a una sezione a sparo continuato si aggreghi un sistema di lock-on a mirino automatico; in quest’ultimo caso la distanza tra la navetta e gli obiettivi dovrà essere accorciata. Ed è giusto rispetto a una missione d’avvicinamento allo stormo che Ketsui mette a luce le sue idee di accumulazione; quanto più ci si incolla alle astronavi nemiche, tanto maggiori sono gli items dalle stesse rilasciati. Nel caso specifico, la routine di sistema elargirà certi box numerati da uno a cinque che allorché acquisiti realizzeranno il countdown entro cui il fattore combo dovrà essere scatenato. Il metodo di controllo è come da tradizione assai puntuale, e la difficoltà generale sembra ancora orientarsi sul professionismo. Anche se non poi troppo di confronto agli ultimi due Dodonpachi, nonostante il ritmo di gioco veramente alto e la frequenza con cui le navi nemiche apprestano in missione suicida. Il volume di fuoco resta impressionante a creare quale marchio di fabbrica una struttura di policromia nella quale per prevalere si debba isolare il campo visivo utile e distinguere i propri proiettili da quelli avversi, che arrivano a grappoli di cinquanta unità traccianti.

Questo sconfinato Nostro amore per gli episodi a sparatutto della Cave ci farà necessariamente assumere una posizione di parte. Per quanto il concept di base non sia variato significativamente dai tempi di Guwange, è inconfutabile la figura stilistica di oppressione, la tradizione che va oltre qualsiasi mero concetto di settorialità. Ketsui è la continuazione della filosofia iconografica di Junya Inoue: egli dice a Tomoharu Saito di corrompere il video e di servirsi di visioni meccaniche ora moderne e di cemento corazzato, ora futuristiche e addirittura pronosticabili nell’assemblaggio dei bastioni, e insinua la bidimensione della grafica imponendo sparatutto di fotografia altamente industriale, di evidente isometria spaziale, di edifici e forzature di prospettiva. Di momenti di armamento delle basi di terra che montano i siluri. Di sequenze di riconoscibile leggenda all’ingresso delle EVAC Industry. Tutto scorre via fluidamente in un mare di fotogrammi di animazione e il rallentamento, quando avviene, è programmato. Sicché il character design e il mecha design si fondono per innescare una volta ancora quest’idea di costruzione espressionista che appartenne a Fritz Lang, che fu di Metropolis e che adesso acquista il colore. La colonna sonora, adiacente le caustiche visuali e in accordo alle detonazioni, consegna il suono techno e intruduce vertici di heavy metal. Un grande gioco. Che si sia o meno estimatori dello shoot ’em up, si dovrebbe considerare Ketsui come L’obiettivo da conquistarsi prima della definitiva estinzione del genere.






 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo Ketsui: Kizuna Jigoku Tachi - ケツイ~絆地獄たち~ -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2003
  N. Giocatori 1/2
  Produttore AMI
  Sviluppatore Cave
  Designers Tomoharu Saito, Tsuneki Ikeda, Takashi Ichimura, Akira Wakabayashi, Kengo Arai
  Compositori Manabu Namiki
  Sito Web www.cave.co.jp
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 4
  Orientamento Verticale - Tate Mode
  Scrolling Verticale/Laterale
  Risoluzione 448 x 224
  Formato PCB - Polygame Master Hardware
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 500 - 600 €
  OST Sì [Dodonpachi Daioujou / Ketsui Original Sound Track, 2003, Cave]

  Come avvenuto per Guwange, i primi sistemi a usufruire di riversamento furono i dispositivi cellulari i-mode e Yahoo. La prima versione console, rinominata Ketsui: DEATH LABEL, viene introdotta nel 2008 sul Nintendo DS. Se si esclude il limite dello schermo ridimensionato, il port è di rimarchevole livello anche sul fronte audio. Presente un DVD superplay. Nel 2010 5pb realizza una versione XBOX 360 replicando il coin-op e altresì inserendo in Limited Edition il CD della OST. Nel luglio del 2013 è il turno di Playstation 3. In edizione limitata si avrà il Blu-ray superplay e doppia colonna sonora (X-Mode e Arcade).