RAIDEN V
di @Luca Abiusi

Si denuncia l’interferenza del manoscritto detto Ikaruga nonostante che durante la refezione delle bombe sterminatrici la divergenza di classe e di tutto il resto, tra i duellanti due, dove due sta per Raiden V arrivi a sentenziare la superiorità del primo, ma è anche vero che devi averla vista persino tu, che sei un collezionista ignorante, la sequenza del caccia spaziale che assume il controllo mettendosi a planare di sopra la completa distorsione dell’assolo di chitarra elettrica, ch’era quanto si guardava suppergiù al capitolo uno di Ikaruga pur nonostante che lui si sottraesse nel 2000 alla struttura heavy metal verso di un solismo di collegamento alle orchestre di Radiant Silvergun, ma era appunto per sottolineare col pennarello evidenziatore Stabilo Boss l’importanza di stabilire nello shooter moderno un fronte di comunicazione tra i fotogrammi di animazione e le linee musicali, punctus contra punctum dopo le invenzioni che Techno Soft aveva commesse al processo d’emancipazione visuale dell’opera interattiva.

Moss conduce uno scoring system tipicamente classico a indurre il moltiplicamento in condizione distanziale e sul tempo della conseguente collisione, e si potrebbe anche fare a meno di monitorare lo stato di riempitura del counter delle combo addetto salvo che non si realizzino particolari condizioni circostanziali da assolvere sul metodo, e si dovrà allora buttare un occhio verso lo schermo di attivazione del “Cheer system”, il fatto nuovo, un meccanismo di supporto che prevede l’interconnesione in tempo reale con un secondo caccia svolgente funzioni in corso di gameplay – il terminale dell’Hud di sinistra – a una distanza di trentaquattromila chilometri a est del Mediterraneo, quantunque poi non debbano escludersi possibili coinvolgimenti di vicinanza in risposta allo sblocco regionale della ONE, ancorché resti ugualmente probabile di mancare visivamente l’avvenuta interazione, che riceverà in qualunque caso omologamento alla fine, appresso la lista delle utenze. L’evoluzione delle armi è sensibile. Stravagante arriva la variante quadripolare del plasma come misura di lock-on degli obiettivi e nell’aspetto di un raggio-ripetitore a pugni di Hokuto sull’oggetto volatore leggero per non dire della cattivissima versione tre punto zero del laser blu, estremissima macchina obliteratrice frontale che a livello dieci fa scappare via i bestioni alti un palazzo. Parrebbe esservi una quantità di nazionalsocialismo inferiore alle aspettative. Ma è un bluff. Raiden V, che rimane un violentatore hardcore di quelli sanguinari, le sue ragioni di pace le esaurisce nel concedere una fase d’impatto di aggressività medio-alta.

Il videogioco diventa coercitivo così, da un momento all’altro. La rimozione del sistema delle tre vite risulta capziosa e non si pensi invero di poter ultimare Raiden V solo perché qualche d’uno dall’alto ha deciso di invocare il misuratore dell’energia, ornamento studiato per depistare. Ci si deve piegare. Ma si deve tuttavia riconoscere che le contribuzioni statali dei centocinquanta e passa crediti versati al mietitore giapponese della Moss ha in seguito corrisposto, oltre la Vittoria dei gradi, la convinzione di trovarsi a contatto con uno shoot’em up di zinco-carbone e altri metalli, derivati soggetti ad alterazioni di temperatura, materiali che si usano per rifornire di potenziale altri materiali poiché Raiden V è così, riluce di vitaminazione e determina l’esistenza dei mondi, genera situazioni grafiche d’alta fedeltà come l’allontanamento della telecamera ad ampliare gli spazi di manovra, a condurre l’inclinazione di virata di 180° per esasperare la visione del ribaltamento di Top Gun dianzi ai reattori nucleari flottanti, prima sulla terra e ancora nello spazio, com’è sempre accaduto nella storia dei Raiden, che deve più o meno sempre terminare con la disintegrazione dell’indeterminabile quadrilatero convesso. Il segmento vocale di “Fortress of Philosophy” ci ha spediti in paradiso. E peraltro l’intero lavoro di composizione di Yoshimi Kudo – che si era occupato della colonna sonora di Raiden III – è da considerarsi estensionale e pluriforme dal suo stadio di genesi (Entrusted Wing) al riff contraffatto di “The War That Never Ends” sui titoli di coda, che concludono come meglio non si poteva quest’odissea di guerre stellari euclidee, questo romanzo videoludico che non vorrebbe finire mai.     












  Piattaforma XBOX ONE
  Titolo Raiden V - 雷電V -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2016
  N. Giocatori 1
  Produttore Moss
  Sviluppatore Moss
  Designers Jin Hoshino, Tsukasa Kotobuki, Satoshi Noguchi, Takayuki Hayashi [....]
  Compositori Yoshimi Kudo, Masaaki Kaneko
  Sito Web raiden.mossjp.co.jp/raiden5/index.html
  Sist. di controllo Digitale/Analogico - Joystick/Joypad
  Numero tasti 5
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Verticale
  Formato DVD-Rom
  Compatibilità Region free
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Prezzo 50 €
  OST Sì [Raiden V Original Soundtrack , 2016, Moss]

 

Il 16 marzo del corrente anno Moss ha reso disponibile un update di aggiustamento di occasionali errori grafici e di certe disfunzioni lamentate da alcuni utenti a livello di ratifica del punteggio. Raiden V non prevede alcuna opzione per due giocatori simultanei, né una modalità di ribaltamento verticale del visus; in quanto esclusiva assoluta dell’XBOX ONE, e ancorché si debba nel merito menzionare l’eccezione di un precedente update di Raiden IV per formati PlayStation 3 e Windows PC denominato Raiden IV: Overkill, di fatto concepito per i due sistemi ed esistente solo come download digitale, Raiden V risulta essere il primo capitolo della saga a non derivare da preesistenti controparti arcade. All’interno della prima stampa, e quindi in tutte le confezioni di Raiden V al momento distribuite, si avvista il Compact Disc della colonna sonora originale; attraverso amazon.jp è inoltre possibile acquistare del videogioco una “Special Edition” che oltre il bundle standard include una card raffigurante l’immagine di copertina.