DAICON III & IV Opening Animation
di @Luca Abiusi

Sicché allora il bicchiere di composto H2O che la bambina del Daicon III tiene stretto a sé rivendicherebbe tutto considerato l’importanza della individualità, dice che lo ha detto non che poi ribadito Okada Toshio medesimo durante una intervista dove gli si domandava in merito ai connotabili significati dell’anime, se per vero non è da escludere che non si volesse alludere alla opportunità di conservamento di elementi anatomicamente più riconoscibili, in linea – e nondimeno in discordanza – con un certo sovrannumero di contenuti lolicon-doujinshi reso accessibile presso gli espositori al Comiket, dal ’75 rispecchiante questa particolare classe di emarginati cui avrebbero affibbiato il nome di “otaku”. Volevamo essere a Osaka, nel 1983, dentro al capannone dove si teneva il ventiduesimo Nihon SF Taikai. Per mirarne il filmato. E raccontare di come alle persone che stavano lì dipartisse letteralmente il cervello nel vedere le astronavi e le donnine, e fossero state solo quelle, ché si presentivano scorci di architettura nuova in quel concerto di spazialità e tempeste di tonanti zweihänder. 

Partiremmo da che codesta compagine di viziosi delle animazioni decreta di tirare fuori un calibro 8 millimetri che normalmente ordineresti alla Sunrise intorno al 1981, acclarata tanto di armatura meccanico-robotica, per nulla mai potendo essa dimostrarsi insegna di commesse amatoriali per i micro raduni di fantascienza e diciamo le cose come stanno: questa qui è mercanzia il cui standard altamente professionale sottintende che gli ci saranno voluti acetati e arnesi stroboscopici da un milione di yen e invece... erano delle stramaledette matricole. Se anche non per molto ancora. La superficie del mech è di acciaio inox 18/10. Respinge la luce nel quando la super novenne scolaretta acchiappa il missile terra terra con la manina e fa succedere il finimondo nel bel mezzo delle vie della città, detonazioni, godzilli, Imperial Destroyer, aeroplani che vanno a fuoco pur di potere coltivare i suoi propositi di farsi eleggere comandante di un vascello interstellare a rullaggio verso chissà quali fantasticissime avventure. Ha così luogo Daicon Film. Che incomincia a reclutare. Tra i neoacquisti c’è uno che si chiama Yoshiyuki Sadamoto.

Per cui sicché nell’agosto del 1983 la opening animation del Daicon IV esibisce quelli che sarebbero diventati i criteri fondanti dell’original anime video nel tipo di rigonfiature pettorali e bunnysuit veramente attillate, sulle quali voyeuristicamente s’indugia in occasioni promozionali fanservice due per uno pur senzachè la velocità ipersonica di questo intercalato non parametrabile ne risulti stressata in ordine di riconversionamento elettrico delle informazioni visive in centisecondi super sentai verificabili con il cronometro per guerre interdimensionali della Seiko, perciò i dinomostri Jamira e Gesura hanno il permesso di volare via a cataste con tutto il ferro armato del Combattler V di oltre all’accordarsi a multi-sequenze in fotogrammatura continua che trasferiscano luccicanza e senso di sconfinatezza sul modo di raddrizzare l’inclinamento della fotocamera in reazione alle composizioni a linee ondulate delle spade che sconquassano l’orizzonte dipinto di blu. In altri termini “Twilight”, della Electric Light Orchestra. Dal cui sound si realizza la complessiva atomizzazione del globo terrestre, seppure che con una possibilità di rinascere dalle sue ceneri alla volta di un’aurora abbagliante, primitiva, e bellissima.   









  Classificazione Corto d’animazione / Serie OAV
  Titolo originale Daicon III & IV Opening Animation - ダイコンIII &IV オープニングアニメーション -
  Provenienza Giappone
  Prima immissione 1981 - 1983 / Nihon SF Taikai
  Produttore Daicon Film
  Regia Hiroyuki Yamaga
  Fotografia Hideaki Anno, Takami Akai, Toru Seagusa
  Soggetto Toshio Okada
  Character design Takami Akai, Yoshiyuki Sadamoto
  Mechanical design Hideaki Anno
  Dir. animazione Hideaki Anno, Takami Akai, Yoshiyuki Sadamoto, Mahiro Maeda [....]
  Compositori Koichi Sugiyama, Yuji Ohno, Bill Conti, Kitarō, Electric Light Orchestra
  Sito produttore twitter.com/FilmDaicon
  Formato Laserdisc
  Edizione Giapponese [Daicon Film]
  Anno edizione 1988
  Numero supporti 1
  Lingue //
  Sottotitoli JP
  Rapporto 1.33:1
  Compatibilità Region ALL
  Durata 11:20 min
  Episodi 2
  Reperibilità Scarsa
  Prezzo 1000 € circa
  OST Sì, non licenziata [Electric Light Orchestra - Twilight, 1981, JET Records] [Daicon IV]

 

Sebbene ai due anime si usino accostare i nomi degli eventi dove conseguirono proiezione sotto forma di filmati reclamistici, ovverosia il Daicon III e IV – derivativi letterali della sede ospitante di Osaka della ventesima e ventiduesima edizione del Nihon SF Taikai, autorevole convention annuale dedicata ai generi fantascientifici – questi non possiedono effettivamente un titolo ufficiale. Le vicende dietro la loro creazione riconducono a una campagna di scouting avviata alla fine degli anni ’70 dagli studenti universitari Toshio Okada e Yasuhiro Takeda, i quali si prefiggevano di convogliare appassionati di cultura manga allo sviluppo di un corto che avrebbe dovuto fungere da introduzione del Nihon SF Taikai del 1981, di cui formavano il comitato organizzativo. Quindi ai due si uniscono le “matricole” Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga e Takami Akai, deputate rispettivamente a disegno meccanico, regia e character design. Il lavoro tecnico viene eseguito su pellicola 8 millimetri con metodi perlopiù artigianali a causa della insostenibilità dei costi delle eventuali attrezzature, nonché animato da Anno frame by frame. Per le musiche si attinge all’album “Cosmos” di Yūji Ōno, a un pezzo di Bill Conti estratto della colonna sonora del film “For your eyes only” e al brano originale “Life or Death” di Koichi Sugiyama. Le critiche assai lusinghiere provenienti dal pubblico astante come dagli addetti ai lavori (è noto che lo stesso Osamu Tezuka ebbe modo di elogiare la qualità dell’opera) spinsero Okada a pianificare la realizzazione di un secondo e più complesso cortometraggio, allorché venne resa conferma che l’SF Taikai sarebbe tornato a Osaka, e pur malgrado che Yamaga e Anno si trovassero a Tokyo a disegnare i robot della Fortezza Superdimensionale Macross per lo Studio Nue. Eppure saranno proprio i nuovi membri rastrellati dalla capitale, Yoshiyuki Sadamoto e Mahiro Maeda su tutti, a fornire ulteriori idee per il Daicon IV, compreso il nuovo character design della protagonista, che veste adesso da coniglietta di Playboy. E che è giusto una tra le innumerevoli componenti non licenziate introdotte nel corto a incominciare da Star Wars, transitando per i supereroi Marvel e DC Comics, dai personaggi della serie Ultraman, da Gundam e la corazzata spaziale Yamato, per arrivare alla colonna sonora della Electric Light Orchestra. Fattore che avrebbe reso inattuabile qualsiasi tentativo di pubblicazione regolare dell’anime, che avrebbe a ogni modo trovato mercato assieme al Daicon III nel settore delle VHS doujinshi, sotto l’etichetta cinematografica Daicon Film (la futura Gainax), fondata nell’82 da Takeda giusto a ridosso dell’apertura del ventiduesimo SF Taikai. Un Laserdisc contenente ambidue gli anime, nonché una versione accorciata del film Yamata no Orochi no Gyakushū (Orochi: Strikes Again) del 1985, regia di Takami Akai con Hideaki Anno nel ruolo di uno dei reporter, sarebbe stato distribuito presso il Comiket del 1988 apparentemente senza l’autorizzazione della Gainax. Risultano a tutt’oggi non del tutto risolte le rivendicazioni circa la paternità delle opere, altresì per via della non legalità dei format con cui sono state diffuse, non che considerando lo scoglio dei copyright infranti quanto lo smembramento occorso durante gli anni del team che vi ha partecipato. Si viene ciò nonostante a sapere che è stato proprio un ex founder di Daicon Film (il cui nome non è stato al momento rivelato) a diffidare l’indipendente FemboyFilms dalla pubblicazione di un remaster del Daicon III da originale internegativo 8 millimetri; pur costui riconoscendo la rimarchevole qualità del lavoro di recupero, ha motivato il fatto dalla manifestata volontà di Gainax di realizzare un suo restauro ufficiale.