CUTIE HONEY - Collector’s Edition
di @Luca Abiusi

Le femmine che si vedono all’interno di questo live action sembra che fanno uof uof, sebbene non in seguito a loro particolari atti di negligenza. È che Hideaki Anno se le era reclutate lui così, a maniera di fotoritratto di ragazze-fan cromosomicamente resistenti al virus della recitazione, come per fare quindi che il suo assetto filmico conduttore rispetto al replicamento in carne di Cutie Honey – di cui era invaghito dal ’73 – esaudisse dovechè il cinema tokusatsu ammischia dentro ai marchingegni del segno animato, che sono tali da originare poi una limited edition alquanto ideachizzata dell’androide nel corso di questa iperplastificatura di stampo autistico recidente i nervi responsabili delle microespressioni del volto, pure ancora stante che il regista di Neon Genesis Evangelion avrà durante il film occasione di mettere diversissime volte sotto accusa la cosa della disparità lavorativa cui le donne nipponiche debbono sottoporsi per consuetudine sociale, in mezzo a estratti demenziali astratti quanto la Torre di Tokyo volante, il mutante, il guerriero con la spada rotante.

Si raccomanda presto un secchio di qualcosa di medio-alto valore calorico da integrarsi al girato, seppure che la pellicola dichiara di perpetrare carisma anche qualora che sfornita di additivi e cibarie, e c’è d’insistere a molestarne lo specifico giuochismo di commedia cabarettistica waki-kyōgen (脇狂言), intantoché si cerca al bisogno di partecipare attivamente dei suoi ambiti, o vuole il caso di potere entrare nei suoi abiti, quantoché le innovazioni stilistiche del live action vengono specialmente svelate all’imperevole stacco di animazione, lì nella circostanza dove lei si mette a dire che a volte è una motociclista, altre volte un agente, uno sgherro di Panther Clow o la copia del professor Utsugi, ma che la sua vera identità è la guerriera dell’amore... Cutie Honey. Approviamo codesto film. La sua fotografia di estrema sovraesposizione. I brutti ceffi somministrano gioie. Ci sta una scena in cui ballano e cantano. E ancorché Hideaki non ha oltretutto mai cercato di tener nascosto il suo lato istrionico già ancora quando diresse la prima parte de Le situazioni di Lui & Lei, voto 7, qui succedono baldorie e fracassi per certi qual versi insospettabili nel merito in cui questi stessi distanziano dalle ordinarie logiche delle licenze su commissione, talché attecchiscono nello strato subdurale del montato.

Per cui l’inversione di colore assume che si deve perforare di forbice per tessuti al contorno dell’eroessa di cartapesta, in uno spazio traverso cui rinunciare alla consecutività del frame rate per nome di riverenza delle cinetiche a uso negli anni ’70, nel senso più cosmeticista, e circa in sede di una cinecamera deviante di settantacinque gradi fuori del soglio periferico che dislega le filmografie di genere dalle autografie sui generis, esercizi di trasfiguratura, esasperati spostamenti degli angoli di messa a fuoco, luci, ombre, ombretti, musei delle cere. Mausolei a istantevoli teatri di mimetismo sentimentalista presso i quali parlare dell’isolamento che la diversità comporta, o di un velato (e forse più probabilmente disperato) bisogno dell’amicizia dell’altro, di oltre a una retrotestualità che arriva sempre a implicare la enigmatica storia di sé pur derivando verso a un’apparente forma di videocassettismo cumulativo di serie z; il film dal vero di Cutie Honey è quasi uno spaccato d’intenzioni personali. Dice una cosa ma ne suggerisce un’altra, se resti vigile per un minuto e ti succede di guardare con gli occhiali da sole di “Essi vivono” alla disumanità del luogo giapponese così ritratto, ai suoi usi e costumi da patriarca, a un ordinamento di classe risalente alla dinastia dei conquistatori samurai. Ma ci sa che è tutta colpa dei popcorn indigesti di cui abbiamo usufruito in corso di visione. Fate finta che non abbiamo detto niente. Guardatevi pure il film e volate in Giappone alla prima occasione utile che vi si presenterà.  












  Classificazione Film
  Titolo originale Cutie Honey - キューティーハニー -
  Provenienza Giappone
  Prima immissione 2004 / Cinema
  Produttore Towani, Warner Bros. Pictures Japan
  Regia Hideaki Anno
  Fotografia Kosuke Matsushima
  Soggetto Hideaki Anno, Rumi Takahashi
  Character design Tadashi Hiramatsu
  Mechanical design //
  Dir. animazione Hideaki Anno
  Compositori Mikio Endō, Kumi Koda
  Sito produttore warnerbros.co.jp
  Formato DVD-Video
  Edizione Italiana [EXA Cinema / Fool Frame]
  Anno edizione 2009
  Numero supporti 2
  Lingue JP / IT
  Sottotitoli IT
  Rapporto 1.78:1
  Compatibilità Region 2
  Durata 93 min
  Episodi //
  Reperibilità Scarsa
  Prezzo 40 € circa
  OST Sì [Cutie Honey Original Soundtrack, 2004, rhythm zone]

 

Parto della mente di Gō Nagai, che dall’ottobre del 1973 ne avrebbe serializzato il manga di genere mahō shōjo sul magazine Weekly Shōnen Champion, Cutie Honey conta numerose trasposizioni animate e live action. La prima trasmissione della omonima serie televisiva, cui il film di Hideaki Anno si ispira, avviene sul network TV Asahi quasi in contemporanea col manga, per terminare prematuramente all’episodio 25, nel marzo del 1974, in ragione delle lamentele arrivate all’emittente circa gli espliciti riferimenti sessuali dell’opera. Quello del 2004 è il primo live action dedicato al franchise. Una versione “extended cut” della sigla anime realizzata da Gainax per il medesimo sarebbe stata usata nello stesso anno per la serie OAV Re: Cutie Honey. Il film avrebbe quindi ottenuto nel 2007 distribuzione estera per l’home video verso il Nord America primaché in Europa, attraverso i canali di Bandai Entertainment, la quale realizza anche in limited edition formato valigia includendo nel DVD il filmato di making of. Qui in patria EXA Media – che aveva rilevato l’intero catalogo Shin Vision sotto etichetta Fool Frame – porta a termine due anni più tardi una estenuante trattativa per lo sblocco dei diritti della Warner Bros. Japan, pubblicando in collector’s edition numerata su due DVD e conservando pressoché tutti gli extra del versante nordamericano; oltre l’originale audio giapponese in Dolby 5.1 vengono incluse tracce italiane in DTS ES 6.1 e Dobly Digital EX 6.1. L’edizione, assai curata pure nella sottotitolatura dei cartelli, va tuttavia sold out in due mesi, per rimanere così la unica tiratura italiana tuttora esistente, da che dalla fine del 2009, allorché l’editor dismette le sue attività, nessun altro produttore ne ha mai disposto un recupero.