SENKO NO RONDE DUO Limited Edition
di @Luca Abiusi

“In una reazione chimica nulla si crea, niente si distrugge, ma tutto si trasforma.”...Antoine-Laurent de Lavoisier

La discordanza di G.Rev s’era vista visibile in accordo a stagioni anche precedenti l’annunciazione di Senko no Ronde Rev.X, negli ultimi rantoli di fierezza di Naomi (Dreamcast), che era di certo la via affermata allo sviluppo di coin-op a basso costo e a largo potenziale. Border Down venne inatteso eppure manipolava, eppur si muoveva dentro il moto di declassazione delle linee di percorrimento dello sparare & sopravvivere neoclassico, e manovrava, e sapeva come sofisticare lo shoot ’em up giapponese per farlo sembrare uno shoot ’em up giapponese con più bagaglio creativo e maggiore lampeggiamento di flash e strisce a continuità, come lampi di luce, come campi di luce abbaglianti che si attraversano liberando sgorghi di tempesta lunare. Senko no Ronde Duo è il rendezvous danzante di G.Rev, il rendiconto finale di un subgenere marginale che sia il prodotto della collisione tra lo spara e fuggi di reazione e il combattimento a lontananza di Psychic Force. E, progressivamente, G.Rev matura. Si avvicina agli standard di Treasure e Cave e porta i suoi Rounder a un palmo dall’affermarsi icone volanti del settore amusement di stanza a Tokyo e Osaka, tra masse di scapestrati in tinture rosse sbraitanti sull’ultimo rhytm action di Hatsune Miku. Duo sta per assist. Assist sta per attacco combinato con un Rounder secondario che porta scatenazioni termiche di gran confusione, che è quel che era mancato all’incompleto e incompiuto prequel.

Invece Senko no Ronde Duo si realizza saturo di strategie a sparo combinato in alternanza a dashing ad accorciamento spada a spada, per non fare che si trascuri l’uno o l’altro metodo di offesa del nemico, benché Duo preveda tasti di barriere a tempo attivabili proprio in funzione della amplificazione delle manovre di rotazione, ed è avvertibile il dimensionarsi e il ridimensionarsi rapido delle distanze fra mech a favore di un gameplay assolutamente reversibile, trasformabile trasversalmente le formazioni B.O.S.S. del Rounder, ripiegabile contestualmente il determinarsi di quegli interstizi di spazio onde esibire attacchi risolutivi a incursione lampo o aggressioni intermedie di lancio missilistico diretto; Duo dà sfarzo della centralità del criterio di concatenazione delle manovre speciali e nondimeno brilla della sequenzialità, assai ingegnosa, di fasi di evasione sì circoscritte eppure tangibilmente reclinate alle pratiche minimali di sbarbatura a tocco di texture. La pulsanteria a cinque tasti vuole gli arcade stick di Arcade-in-a-Box ma del resto è impensabile avvicinare le guerre Macross style della opera G.Rev privi di attrezzi di precisione capaci di esaltarne i rottami: l’intero bagaglio di conoscenze e di saperi del settore arcade acquisito dagli sviluppatori in poco meno di dieci anni viene in Duo sintetizzato in forma di erudita contribuzione alla causa del videogioco post-Dreamcast, affinché si possa dire, nel 2020, reduci da una sessione rievocativa a Seisou Kouki Strania e quindi chiusi nel guscio sferico a ioni generato dal Vic 20 di Explorers, che in definitiva questi anni Duemila non erano così diversi dagli anni detti Ottanta.

Che già in Senko no Ronde era stata liquida l’eruzione alla vista del character design di Hiroyuki Maruyama, figurarsi adesso che questi si concede fantasie di vestiario pop a fronte dell’aumentato roster, figurarsi ora che le femmine da tredici, quattordici anni divengono narcise e snob da potersi figurare a portavoce dell’idolatria idol di moda in Giappone e nel resto del mondo, grazie a Project DIVA. La cinepresa si muove con mano ferma e converte il combattimento fluttuante in forme di condensa radical chic ed epilessia del colore, e il fondale da fantascienza spinta si mette a roteare e ad animarsi superbo e inclinato verso la riassegnazione delle ics e delle ipsilon di Cartesio a procreare una realistica percezione della profondità spaziale, a generare coreografie e pornografie tridimensionalmente esposte alla manipolazione deviante del collettore d’intimo usato in quel di Shinjuku. Ci si sposta danzanti su ottime modulazioni new techno in questo delirio di marionette scomponibili, e indubbiamente il sound anni Duemila pesantemente Vocaloid di Watanabe fa muovere teste e testosteroni in sincronicità su vibrazioni e vibramenti verbosi (nerdosi) da CD doppio inciso a voci campionate su cui il gaijin di Neo-Geo.com è solito strofinarsi indossando mutandine taglia super S ottenute dallo scassinamento del distributore automatico di fluidi e feticci acquistato su yahoo japan auction con la formula del “visto e piaciuto”. Consistente, G.Rev. Si riteneva avesse pensato di confinare il precursore a esperimento generico (genetico) e invece ne tira fuori un seguito a tiratura limitata imbevuto di salive e secrezioni vaginali. V’è da dire che, proprio a cagione del modesto volume di vendite fatto riscontrare da Wartech: Senko no Ronde, non è al momento prevista alcuna manovra distributiva atta a dispensare Duo su suoli europei e americani.













  Piattaforma XBOX 360
  Titolo Senko no Ronde Duo [Dis-United Order] - 旋光の輪舞 DUO [Dis-United Order] -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2010
  N. Giocatori 1/2 Online
  Produttore G.Rev
  Sviluppatore G.Rev
  Designers Hiroyuki Maruyama, Hiroyasu Wakatsuki, Katsuyuki Fujita, Minoru Okamoto [....]
  Compositore Yasuhisa Watanabe
  Sito Web www.grev.co.jp
  Sist. di controllo Digitale/Analogico - Joystick/Joypad
  Numero tasti 5
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling 3D scaling
  Formato DVD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No] PAL [No]
  Genere Shoot ’em up / Beat ’em up
  Rarità
  Quotazione 40 €
  OST Sì [Senko no Ronde DUO Sound Track, 2009, SuperSweep]

 

La versione da sala di Senko no Ronde Duo è concepita su scheda Taito Type X2. Sicché il sistema viene nel 2010 adottato da gran parte delle software house ancora impegnate nel mercato arcade (Capcom, SNK Playmore, Arc System Works e, ovviamente, Taito, ne hanno fanno discreto uso), ma contrariamente a quanto avvenuto per il porting del primo episodio, che potenziava sensibilmente la cosmesi della scheda Naomi sorgente – e se si esclude il nuovo aspect ratio in 16:9 – l’edizione XBOX 360 di Dis-United Order non presenta particolari differenze rispetto al coin-op. La Limited Edition del videogioco, oltre a disporre un ulteriore artwork di copertina, detiene due Drama CD contenenti le voci e i dialoghi inediti dei protagonisti. È purtroppo mancante la (notevole) colonna sonora originale, comunque acquisibile separatamente. In merito alle utenze europee si era al tempo parlato di una ipotesi di localizzazione da parte di Rising Star Games. Eventualità evidentemente disattesa.