SIERRA SOCCER: World Challenge Edition
di @Luca Abiusi

Venti anni fa sul canale irc #cartoni si parlava di politica estera nonché di argomenti strettamente scientifici che non potete capire con pegasus, di fuori dell’etere detto Emilio Capanna – fu allora che a noi due venne la folle idea di piantare alberi di pino, e di realizzare la webzine “Another World” – quando all’improvviso spunta fuori il discorso dei videogiochi del calcio dell’Amiga da cui non si poteva prescindere, e lui addirittura era convinto che in Sierra Soccer si potessero fare cose impossibili da fare in Sensible World of Soccer, come il tiro al volo di prima intenzione o la punizione a foglia morta alla Maradona, e non gli si poteva dire che era in errore poiché in parte era vero: Sierra Soccer consentiva di imbastire azioni per davvero realistiche che le vedevi e dicevi che erano simili a quelle della nazionale che si vedevano al replay su Rai1, possibilmente per una questione di affinità col campo tridimensionale, tecnicismo non ancora visto, sempreché non si fosse prima passati dalla sala giochi a giocare a Virtua Striker.  

Ecco, una cosa si poteva rivedere: facendo il giuoco uso di un singolo tasto, e in virtù di questo sistema di tiro in porta istruito da un algoritmo di prossimità, che autonomamente decide se è il caso di sacrificare un agevole tiro in porta a vantaggio dello scarico su di un pupazzo che accampa lateralmente, succede di irritarsi per il fatto di non avere sempre tutto sotto controllo. Eppure, la cosa è gestibile. Il videogioco invero incoraggia la costruzione di manovre non reiterate sulla base della modificazione del modulo e ancora, sussiste facoltà di alterazione delle caratteristiche del singolo giocatore a fronte di un conteggio di squadra complessivo che privilegi un reparto di riferimento, o che venga a migliorare l’individualità, il fattore di resistenza dell’allungo sulla fascia in caso si derogasse precedenza alla finalizzazione da cross laterale. Si manifesta fluidità. Il tiro arriva potente verso il portiere ed è marchevole vederlo insaccarsi, o stamparsi sul palo, per ritornare in gioco e dare avvio a una ripartenza da un lancio difensivo alla Bonucci.

Tecnicamente sofisticato, col mutamento dell’asse di prospettiva che si preserva fluido anche sugli Amiga di fascia inferiore, Sierra Soccer mostra quanto profonda si realizzasse la conoscenza dell’hardware da parte di Steven Dunn – elemento esterno a Dynamix, volenteroso autore del port Spectrum di Hammerfist avrebbe sviluppato i motori tridimensionali di Street Racer [Super Nes] e di Extreme G3 [Gamecube] – sul lato della compilazione più rarefatta, del tipo che puoi vagamente auspicarti di assimilare tramite le documentazioni ARexx pubblicate da Robert J. Mical a metà degli anni ’80, che ipotizzano l’implementazione grafica del 3D sulla programmazione a basso livello pure in assenza di una base progettuale conclamata, per cui si può osservare questa superficie flat shaded muoversi in accordo con la posizione del calciatore e reggere i trenta fotogrammi al secondo in regime di confusione da calcio d’angolo, dove gli omini si addensano tutti nell’area, e di nuovo ammirare l’animazione del portiere che si tuffa e devìa la palla oltre la trasversale. Discreti gli effetti sonori. La musichetta di avvio se la potevano risparmiare, ma tanto non dà fastidio. Peccato per l’assenza del mutiplayer per quattro giocatori.



















 

  Piattaforma Amiga ECS / OCS
  Titolo Sierra Soccer: World Challenge Edition
  Versione Europea
  Anno immissione 1994
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Sierra
  Sviluppatore Dynamix
  Designers Mark Dunn, Steven Dunn, Thomas Van Velkinburgh, Jai D’art
  Compositore Charles Callet
  Sito Web ...?
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 1
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling 3D scaling
  Formato Floppy Disk
  Numero supporti 2
  WHDLoad Sì [link]
  Genere Sport / Simulazione
  Rarità
  Quotazione 30 - 40 €
  OST No