THE ASTYANAX
di @
Luca Abiusi

astyanaxcover.jpg (444963 bytes)Viene realizzato dalla Jaleco su processore MC68000 a 16 bit per essere, The Astyanax, tra i platform a impatto visuale aventi tot numero di vernici e tot strati di parallasse. Lo si è di recente visto girare su MAME e Raine (emulatore deputato ai videogiochi Taito, o comunque a quelli che utilizzavano la sua tecnologia da coin-op), ricavando conclusioni vagamente discordanti sul suo essere videogioco necessario, ma altrettanti pareri convergenti su di un fatto: Astyanax si appropria dei cliché del titolo a piattaforme estraendo, distribuendoli, tutti gli oggetti che fecero grandi titoli come Rastan Saga, Rygar, Ghosts’n Goblins e lo stesso Black Tiger. Ma nonostante questo il platform di Jaleco riesce a definire una sua identità, per quindi rendersi moderatamente dissimile dalle opere menzionate facendo storia a sé, senza il bisogno di doversi rapportare agli standard della Capcom. Ancora una volta, a ogni modo, le ambientazioni saranno puramente fantastiche e specchio di una idea di scorrimento laterale assai inflazionata tra le produzioni arcade di fine anni ’80; colori accesi, draghi e azione pura contribuiranno a calare l’utente in una atmosfera di irrealtà.

Tecnicamente parlando Astyanax si distingue per grafiche superiori alla media. Al di là degli stereotipi comuni a tutti i platform game registriamo l’accurato livello di dettaglio. Si presti attenzione, in particolar modo, al disegno dei nemici e dei boss: vedremo creature alate a due teste, draghi enormi da occupare due schermi, arpie malefiche e ogni genere di creatura scaturibile dalla pseudo-letteratura fantasy di fine millennio. Apprezzabile in egual misura il tentativo, pienamente riuscito, di conferire profondità al piano direzionale attraverso la distorsione della prospettiva e per mezzo di un solido strato in differenziale; sfondi d’estesa fantasia realizzano, sulla via della sfumatura del cromo, la definitiva maturazione delle estetiche in due dimensioni. Il protagonista può contare su di una animazione piuttosto fludia e scorrevole, e su di un disegno necessariamente riuscito nell’innesto di armatura, scudo e ascia. Le azioni da compiere diventano grossomodo le stesse avvistabili in uno a caso dei videogiochi platform immessi tra l’85 e il ’92, e quindi si dovrà esser abili a conquistarsi determinati atolli fluttuanti, dispensando al tempo la massima precisione assumibile. Difatti in Astyanax ogni minimo errore si paga con la vita, e si realizza necessario un discreto quantitativo di riflessi per non cadere preda, da subito, degli attacchi dei boss intermedi e di fine livello.

Interessante la possibilità di performare un super attacco alla Ghouls’n Ghosts dove vi è una barra spirituale messa di sotto il misuratore dell’energia, ma sarà opportuno scatenare tale oppotunità difronte a un qualche mostro occupante schermi, ché già in condizioni di normalità non è scritto di uscire vivi dalla bagarre arcade. L’eroe, pesantemente equipaggiato, non è un modello di agilità. Pertanto, il tipo di gameplay pensato da Jaleco mira alla amministrazione della posizione di gioco e del fascio a caricamento, benché è concesso di acquisire lo scudo, che in parte semplifica la mattanza. Astyanax è un platform assolutamente rigido, complicato da portare a termine e quindi piegato alla politica del pattern, che a meno che non si usino i continue resta l’unica via per far fronte alla ostilità dei quadri più avanzati. Menzione particolare per il suono. Sebbene sempre allineato a una situazione di sintesi di spifferi e canti wagneriani, lui si fa avvertire in corso di gameplay per la notevole enfasi dei toni, la parvenza del racconto epico che tende a permanere. Compie il suo dovere il predisposto chipset. Astyanax sa catturare l’immaginazione delle utenze mediamente condizionabili aventi ancora in testa i motivi leggendari di Rastan Saga. Che però erano migliori. Ma si tratta di Jaleco, non di Taito. E anche se è Jaleco, si deve promuovere assolutamente codesto Astyanax a medi voti, malgrado la assenza cronica di una qualche dote di innovazione e nonostante questo elevato coefficiente di cattiveria arcade.








 

  Piattaforma Coin-op
  Titolo The Astyanax - ザ・ロード・オブ・キング - JP: The Lord of King
  Versione Americana
  Anno immissione 1989
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Jaleco
  Sviluppatore Aicom
  Designers Tokuhiro Takemori
  Compositore Kiyoshi Yokoyama
  Sito Web ...?
  Sist. di controllo Digitale - Joystick
  Numero tasti 3
  Orientamento Orizzontale - Yoko Mode
  Scrolling Laterale
  Risoluzione 256 x 224
  Formato PCB - Jaleco Mega System 1A
  Emulazione Completa [testato su MAME]
  Genere Platform
  Rarità
  Quotazione 90 - 130 €
  OST Sì [Arcade Disc In JALECO -VARIETY-, 2013, City Connection]

  Curiosamente, l’unica conversione accade per Nes. Realizzata un anno dopo il coin-op presenta grafiche discrete e alcune variazioni nella tecnica di performazione delle magie, nonché sulle meccaniche d’uso dell’arma. Inoltre, il co-op è stato rimosso.