GINGA FUKEI DENSETSU SAPPHIRE
di @Luca Abiusi

Quando si è a ricerca del videogioco che sia capace di incidere il tragitto esistenziale di una console e che esista per giunzione astrale, per il dovere di essere il racconto da consegnare a lontane ascendenze, si deve allora riferire di Ginga Fukei Densetsu Sapphire. Che è opera mediamente inavviciabile, visti i danari che l’utente interessato a rispettive copie munite di spinecard è tenuto a versare, e gli deve andar bene. Se va male, gli verrà rifilata una delle innumerevoli repliche provenienti dal mercato di Hong Kong. Benché i costi proibitivi siano dovuti a una intrinseca rarità, dal momento che Hudson decise di limitare la tiratura di stampa a qualche migliaia di esemplari – si era a metà anni Novanta, quindi nel periodo di Saturn e PlayStation – va registrato il censurabile fenomeno dell’hype che monta il passaparola e il luogo comune, e che vuole il titolo pressoché introvabile quando a dire il vero si può rinvenirne unità ancora invendute – e ancora sigillate – bivaccando per i quartieri di Super Potato.

Di là del nome, e per concessione di una Hudson che aveva imparato a rendere a schermo le migliori funzioni di interpolazione e calcolo tridimensionale della Arcade Card, Sapphire può rientrare nella cerchia dei videogiochi tecnicamente più significativi degli anni Novanta: volpi forza quattro. O qualcosa del genere. Fatto è che sussistono quattro attraenti ragazze-pilota con altrettante navi dello spazio che hanno urgente bisogno di andare alla guerra; le si dovrà contentare operando iniziale selezione per una o due navi, briefing di sette secondi al massimo e decollo. Gli zeppelin si avvicinano a effetto scaling. Dal terrazzo di un grattacielo si proietta ologramma pubblicitario in flat-shading di un qualche trascendentale super elettrodomestico del futuro. È notte formato Tokyo 2092, ma le estetiche sono luminose sul pre-rendering degli oggetti che vanno in morphing nel 1995, a determinare il 3D in tempo reale di caccia stellari a rombo in piena rotazione, poiché non si può esser da meno dei processori Risc a 32 bit venduti con Ridge Racer a cinquantamila yen. Tu osservi Sapphire muoversi e decidi che non è ancora tempo di PlayStation. Vuoi restare sul DUO e attendere, vedere fino a che punto si è deciso di superare i limiti di questa console data per conclusa già due anni prima, e che sembrava aver profuso i suoi massimi di computazione nelle cut-scene di Strider Arcade Card.

Ginga Fukei Densetsu Sapphire (Sapphire: La Leggenda delle Poliziotte Galattiche) è la Hudson Soft che non vuole differire dalle sue radici. E quindi come una fenice che risorge dalle ceneri degli otto bit, nel nome di Super Star Soldier cede visioni di gameplay a super power-up perché si spari figure di proiettili d’origine satellitare in ogni direzione, per coprire lo spazio dello schermo orizzontale sullo scrolling in verticale. Il colpo a caricamento avviene senza dover premere: il jet carica da sé e scarica allo sfioramento. Presente la smart bomb. Presenti strutture al laser di gran mobilità che se è concesso conducono in avanti sul pattern a media memoria, ma bisogna essere piloti, inoltrare quest’idea di incursione nucleare a tappeto malgrado la presenza di tre continue che se non sai essere poliziotta dello spazio consumi in un microsecondo. Sapphire è la magnificazione dello sparatutto classico. Per questo è assai lontano dal rinnovarne le meccaniche, e piuttosto decide di esaltarne gli stereotipi, di restituire al Giappone dei leggendari Gradius e Terra Cresta un angolo di visuale reminiscente e comunque virtuoso del genere cui si rimanda, e lo fa tirando dritto verso la fantascienza degli anime, delle ragazze dalle folte chiome blu e rosse. I suoni metallari del supporto CD si erano anch’essi già uditi ai tempi d’oro della Red, in Winds of Thunder, eppure fanno il casino e segnano il luogo musicale al momento della virata a scansamento lì dove l’atto dell’abilità reclama il contributo delle chitarre elettriche che distorcono, affinché il quadro sia completo, e dimodoché un giorno come oggi venga scritto del videogioco che sconfisse il tempo.








  Piattaforma PC Engine Super CD-Rom² + Arcade Card
  Titolo Ginga Fukei Densetsu Sapphire - 銀河婦警伝説サファイア -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1995
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Hudson Soft
  Sviluppatore C.A.Production
  Designers Mika Akitaka, Taisyo, Kenz, June Bride, Kumiko Love, Inaka Daioh, JC Staff
  Compositori T’s Music Limited Company
  Sito Web www.hudson.co.jp
  Sist. di controllo Digitale - Joycard
  Numero tasti 2
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Verticale
  Formato CD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 500 - 600 € [Originale] 70 - 90 € [Repro]
  OST No

 

All’incirca verso il 2003 si ravvisa su ebay e yahoo japan auction un improvviso incremento di copie sigillate di Sapphire. I pezzi risultano descritti come fondi di magazzino da un unico venditore e messi in asta a prezzi alquanto elevati. In realtà, si tratta di riproduzioni realizzate a Hong Kong. Eppure il lavoro di stampa è talmente buono da trarre in inganno, quantomeno all’inizio, quelle utenze che ovviamente non potevano detenere adeguati metri di riferimento; alla fine le uniche dissomiglianze rilevanti avvistabili sulle riproduzioni in comparativa con gli originali saranno l’inferiore luminosità dei colori del libretto e il differente numero di catalogo sull’anello del CD, che riporta sigla “CARE4DATA KEC2CMG924CDREO”. Nel 2012, dietro iniziativa di anime4ever.de (l’attuale PCEWorks) e in concomitanza col venticinquesimo anniversario della realizzazione del PC Engine, suddetta repro viene ristampata – ma questa volta coi dovuti avvertimenti circa la sua non autenticità – assieme agli inediti Rockman e Space Fantasy Zone. Va detto che quattro anni prima, e per contentare gli impertinenti che del PC Engine DUO non volevano saperne, Hudson aveva fatto uscire in formato PlayStation Portable tale Ginga Ojousama Densetsu Collection, che oltre i due Ginga Ojousama Densetsu Yuna contiene l’unico port tuttora esistente di Ginga Fukei Densetsu Sapphire.