THUNDER FORCE IV
di @Luca Abiusi

Esiste tecnologia Technosoft con equipaggiamento proveniente da uno spaziomondo del venticinquesimo secolo di scuola giapponese che non è precisamente uguale ad Aero Blasters, non esattamente come tutti gli altri poiché osserviamo adesso un’area di sterminio che rigorosamente arriva in orizzontale e dissemina in verticale verso una copertura spaziale di schermi due. Beninteso vengono consegnati per regalo due shooters che solcano apparentemente dissomiglianti sinché ad alta quota s’addensa un margine di fuoco da battere perseguendo strategia assolutamente al pattern mentre ancora alle zone inferiori accade sterminazione di schematismo parallelo differente. Si è possibilmente Noi a decidere quale settore a display far Nostro nel momento in cui si potrebbe oltretutto direzionare la via di tramezzo in disfida del gameplay, assolutamente verso un rateo di ostilità massimale che vede le navi e i proiettili delle due sezioni coordinarsi e convergere tutte quante addosso al Fire LEO-04 “Rynex”. Vige procendimento di attacco bionico. Difronte al guardiano finale ti vengono i capelli bianchi, diventi verde ed è anche in ragione di questo che Thunder Force IV si determina, nei primi Novanta, epicentro visuale dello shoot ’em up.

Il vespaio nemico volge al futuristico, laddove gli agglomerati di ferraglia e i volatori si agganciano a un disegno grafico evidentemente sofisticato: il risultato finale sottopone meccanismi di struttura motorizzata e corazzatura d’ingegno aerodinamico. Una visione estetica che Technosoft persegue sin dai primi Thunder Force: la grafica dà sfoggio d’alta tecnologia bidimensionale in sede di trasparenza, fluttuazione di sprites hardware, stratificazione e moltiplicazione di basi prospettiche (leggi multiparallasse: se ne contano, in alcuni casi, più di trenta strati), colorazione, animazione, dettaglio e velocità di scorrimento, sventaglio e dinamicità di navi madre che già in presentazione si mettono a virare furiose. Il sistema di controllo ritorna immediato in ossequio al Vangelo Secondo Technosoft, per cui è possibile variare l’andatura del mezzo a mezzo tasto deputato, così come sarà concesso di cambiare arma in modo volante, sulla base delle urgenze. Il livello di difficoltà si orienta perentorio verso l’alto, e benché non si conquistino gli apici di frustrazione del prequel si ha a che fare con una struttura hardcore che anzitutto reclama la passione per la progressione caterpillar, la mania per gli schemi e gli schermi. Allora il gioco cattura, esalta, annulla tutto quel che passa sul monitor senza vie di compromesso e maltratta, strapazza il manovrante per sottoporre alle sue palle l’arte dello sparo professionale.

Eppure il desiderio di conquista del nuovo scenario sarà tale da allegerire il rimesto, e si è convinti che il pezzo di plastica rimarrà inserito nel Mega Drive almeno fin quando non si sarà sconfitto il novanta e un per cento del ferro. Quindi Thunder Force IV scrive il legame spirituale fra disegni di mondi, attrezzature stereoscopiche, e acustiche che risuonano, rimarcano. La sintesi strumentale subisce pesante l’heavy metal dei Megadeth ma anche l’hard-rock degli Iron Maiden in classica corda stoppata, con riff adducibile al miglior controtempo dei Metallica del Black Album. Sicché il frastuono riconduce fuori del televisore, ché è prerogativa dei Thunder Force mettere in rapporto i sensi affinché si schieri il disegno primordiale, la guerra dei mondi metallari. La guerra di cieli potenziati pieni di gradazioni e astrofisica. Thunder Force IV è un proiettile sparato a massima velocità nello spazio, nel futuro. Nello spazio del futuro. Il Vangelo Secondo Technosoft vuole che si persegua la traccia, il segmento, l’itinerario ideale, ma che si improvvisi, anche, e vuole che il manovrante si guadagni l’Eden col sangue e chiaramente esige ch’egli resti sul binario dell’atomizzazione per trascendere e ascendere, fare tanto rumore. Ora in Thunder Force IV il movimento è pressoché tutto. Lo sapeva bene Technosoft di aver creato un tipo di letteratura in sedici bit capace di rivelare agli universi il nuovo sistema di occupazione e disintegrazione del reticolo al raster quando decise per la Thunder Force Gold Pack, frontiera trentadue bit, versante Saturn, solo Giappone. No PlayStation. Ché PlayStation non era abbastanza di nicchia per una Technosoft che nel ’96 guardava al Sega Saturn e per inerzia ancora agli stimatori dell’avanzatore spaziale ad avanzamento, gli stessi che avrebbero presto incominciato una nuova esistenza di sociopatia, di collezionismo di futuri oggetti rari.









  Piattaforma Mega Drive
  Titolo Thunder Force IV - サンダーフォースIV -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 1992
  N. Giocatori 1
  Produttore Technosoft
  Sviluppatore Technosoft
  Designers ...?
  Compositori Toshiharu Yamanishi, Takeshi Yoshida, Naosuke Arai
  Sito Web www.tecnosoft.com
  Sist. di controllo Digitale - Joypad
  Numero tasti 3
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Multidirezionale
  Formato Cartuccia
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No] PAL-EU [No]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 60 - 70 €
  OST Sì [ThunderForce IV 2014 Original Sound Track, 2014, Twenty-one Tecnosoft div.]

 

Nella sequenza d’introduzione, durante la quale si osserva la scritta gigante “Thunder Force” scorrere in orizzontale, Technosoft rende omaggio al primo capitolo della saga. In seguito all’ottenimento dei diritti di pubblicazione per il Nord America, Sega rinomina in Lightening Force: Quest for the Darkstar. Ma il videogioco resterà comunque salvo da possibili modifiche regionali. In Europa il programma è tra i primi esemplari PAL a usufruire dell’ottimizzazione della velocità rispetto ai formati NSTC. Tuttavia, il medesimo trattamento non verrà riservato alla risoluzione, che non viene adattata agli standandard televisivi europei e che quindi subisce il classico ridimensionamento verticale. Nel 1996 Thunder Force IV figurerà all’interno della raccolta Thunder Force Gold Pack 2 in coppia con Thunder Force AC. Sarà anche l’unico port ufficiale di Thunder Force IV.