THUNDER FORCE VI
di @Luca Abiusi

Quando Sega ci chiese il permesso di continuare la saga di Thunder Force – si stava verso la fine degli anni Duemila – il tempo collassò; improvvisamente ci ritroviamo a sfogliare “Mega Console” e a cercare negli spazi riservati all’importazione qualche scatto di qualche sparatutto su cui potersi masturbare, un Thunder Force III inserito tra le fotografie dei giochi giapponesi con le idol provenienti dalle software house che qui non esistevano. La mania degli shooters imperversa. Ogni nuovo gioco con le navicelle colorate ispira viaggi intergalattici di cui essere protagonisti assolutamente, che se tipo esce uno shooter dal titolo vagamente nazista va preso perché sarà sicuramente pieno di Wehrmacht spaziale una grande epoca che, per un momento, torna a vivere nel nome di Thunder Force VI. Fu “the-magicbox.com” – che ci manca tanto, torna da Noi – a rendere pubblica la notizia, e sta che nessuno si aspettasse codesto nuovo episodio che sarebbe dovuto uscire sul Dreamcast dieci anni prima; invece lo vedi apparire su PlayStation 2, alla fine della sua carriera, grazie a una interessante operazione di marketing che vede Sega rilevare i diritti della saga da Twenty-one Technosoft e convocare tale Tetsu Okano, l’autore di Segagaga, per chiedergli di reclutare un team che non facesse troppo rimpiangere i giapponesi che avevano realizzato Thunder Force V. La missione, come intuibile, si faceva gravosa.

Okano decide la via della reminiscenza. E siccome i compositori di Raiden, Salamander, Gradius II e Rayforce erano ancora in vita li chiama a sé per far capire che ci tiene, e difatti si è coinvolti in questa nuova sperimentazione dello shoot ’em up quando il metal tipico dei Thunder Force viene sostituito da una melodia ancestrale che rimanda ai temi classici del Team Zuntata. L’opera di Okano convince. Spiazzati all’inizio dal sistema di armamento fisso, che mette disponibile l’intero parco armi evitando al giocatore l’onere di doverne acquisire di nuove, si viene a contatto con una forma di sparo variabile, soggetta a brusche mutazioni ingame e a una azione che tende a dividersi a compartimenti stagni. Thunder Force VI va consumato in sequenze di attacco piuttosto rigide nelle quali divenga necessario perseguire uno schema d’interscambio dell’arsenale scarsamente variabile e necessariamente cerebrale. Curiosamente, sebbene l’abilità di scansamento resti nevralgica, è possibile incenerire mezzo universo con la sola centratura dei tempi di selezione, opzionando l’arma che più si adatti alla situazione di guerra corrente. Il sistema di upgrade, ancora devoto ai pod circolari di Thunder Force V, viene portato a sei barre di latenza per garantire una superiore autonomia nelle fasi di boost (modalità super arma); è manifesta la volontà di minimizzare il livello di ostilità dei precedenti episodi sulla base di una perfezionata capacità di offendere gli eserciti volanti nemici.

Thunder Force VI è un Thunder Force trasversale. Disegnato su livelli brevi ma intensi, lo sparatore investe su di una direzione motrice accostabile all’infrastruttura di un Gradius IV o di un Salamander puranche nel costante riferimento ai precursori Technosoft nelle forme del serpente marino meccanico e il ragno gigante. La presenza di numerosi continue dovrebbe consentire al co-pilota cadetto di sbloccarsi gli extra conferiti a ultimazione (navicelle aggiuntive, modalità inedite, finali alternativi), ancorché l’obiettivo di finire tutto con un solo credito continui, come in precedenza, a essere alla portata dei soli ufficiali graduati. Sulla realizzazione estetica Okano mantiene standard qualitativi elevati. Quantità poligonale a parte, comunque soddisfacente, i grafici danno il meglio di loro sui lati della colorazione e del mecha design; spettacolari si dimostrano i guardiani giganti trasformatori che si muovono fluidamente senza mancare il singolo frame come convincente altresì avviene il comparto della stereofonia, che si prodiga a conservare la verve metal della saga ma che in ugual modo propende verso una sovrastruttura di sinfonie composite. Il Thunder Force VI di Sega è un sequel degno di rispetto a cui non sembra pesare l’eredità del nome; l’azione spaziale messa a display dai nuovi realizzatori si definisce parallela ai canoni classici e conforme ai canali del remaking autoriale. Si riesce a cogliere solidità nella orgia di poligoni, pixel ed effetti di luce sparata dal motore grafico, e si percepisce chiaro il mestiere appassionato di Okano, che non perde l’occasione di rimescolare le impronte, ormai indelebili, cedute da Technosoft alle letteratura degli shoot ’em up. Mancherà l’epica trascendente di Thunder Force IV e la visione estetica assillante di Thunder Force V, eppure Thunder Force VI sa volare alto, lì nel cielo.









  Piattaforma PlayStation 2
  Titolo Thunder Force VI - サンダーフォースVI -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2008
  N. Giocatori 1
  Produttore Sega / Twenty-one Technosoft div.
  Sviluppatore Sega
  Designer Tetsu Okano
  Compositori Tamayo Kawamoto, Motoaki Furukawa, Go Sato, Tsuyoshi Kaneko
  Sito Web www.tecnosoft.com
  Sist. di controllo Digitale/Analogico - Joystick/Joypad
  Numero tasti 8
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale
  Formato DVD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [Si] NTSC-U/C [No] PAL [No]
  Frequenza video 60Hz
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 40 - 60 €
  OST Sì [Thunder Force VI SOUNDTRACK DEMO, 2008, Sega]

 

Per ottenere il jet “Rynex-R” è richiesto di completare in modalità “Normal” con “Phoenix”. Il jet “Syrinx” viene consegnato ultimando con “Rynex-R” al medesimo livello di difficoltà; lo sbloccaggio di ambidue i velivoli non risulta in alcun modo subordinato al numero di “Player Stock”, i quali potranno essere tranquillamente portati a nove dal menu. Il “Time Attack Mode” si sblocca ultimando in modalità “Hard”. Thunder Force VI detiene due distinte colonne sonore. Per cui il videogioco, affrontato coi due jet ausiliari, suona i remissaggi di Gradius, Rayforce e Salamander. Attraverso lo store online “Sega Ebten” Thunder Force VI allegava il bonus CD “Thunder Force VI Soundtrack Demo”. Il videogioco non avrebbe mai varcato i confini giapponesi.