AKAI KATANA SHIN Limited Edition
di @Luca Abiusi

Violentissimo accade l’uragano del proiettile, almeno finché lo spazio continuerà a essere. Il tempo a scorrere. Il gigante a Noi innato avviene nel giorno della guerra e della trasformazione del tempo, il Medioevo che diventa un futuro abitante qui il desiderio di recare l’episodio di equilibrio tra la vita e la morte; l’aereo sta in mezzo e vuole vivere. Malgrado gli stormi. Nonostante che adesso questi avversino formidabili anche il pixel rimasto salvo alle ceneri di precedenti frullati di fuoco mistico orizzontale, verticale. Akai Katana Shin arriva dritto a stanziare la scuola del nuovo manic shooter della Cave. Convertire sarebbe stato da esordienti. Invece loro consegnano oltre il porting un ripensamento del coin-op che ne sia risoluzione delle tecniche del punteggio e assoluzione delle vie di scomponimento tra mezzo e anima, un director’s cut che in avviso di quanto preso rispetto alle idee danmaku più oppressive vuole spiegare il sentiero del videogioco assoluto, e pur rispettando ancora i vincoli che in atto settario il genere usa rapportare a legge. Akai Katana, come la sua estensione, è un lancio senza paracadute. Ma che serve di provare con tutto lo schianto e poi lo squarcio del monitor e il sacco di metalli e katana, coi proiettili che si trasformano in monete d’oro, l’irreversibile caos cui si deve ubbidire per cercare di capire dove Cave vuole andare a parare, e forse non lo sa manco lei. Eppure il rigore della struttura di compensazione tra accumulo e macerie, tra formazione aerea e fantasma, può invero comportare una stagione di ripensamento dello shoot ’em up maniacale.

Di là di una possibile attenuazione preventiva della massa a mezzo tasto x, gli autori definiscono due linee di uccisione a schermi; al che, se Akai Katana vuole il contestuale esercizio di caricamento sulla scorta della trasmutazione, in fascio continuo riscattato da cerchi fluttuanti di preziosi in seguito assumibili come premio di moltiplicazione al rilascio, e quindi al ritorno a forme aeree, Akai Katana Shin riscuote l’avanzo in materia spirituale dal modello arcade trattenuta disponendone atolli sul bordo di fantasma, salvo prima avere ecquisite monete utili al bisogno, nonché posteriori dobloni verde acqua opportuni al riempimento dell’energia di muta. Videogioco di affinata turnazione, Shin sposta il deterrente del punteggio sul passaporto della scienza. Allora ci si dimentica di scansare quando si realizza che i proiettili non vanno evitati ma bensì provocati, e lì dove il marasma aggrava tanto più si dovrà agire di rastrello in manovra di cancellazione, a lanciare l’acquistato spirito della katana contro i bastioni e vedere come questi si sfaldano, restituendo al nostro i sacchi dell’oro, gli stessi che, pure in forma di agglomerazione, dovranno ritornare all’aeromezzo nell’interscambio, proprio mentre l’energia di fantasma è morente e se ne avvisa il margine di suzione che poi a fiotti ingrasserà il bimotore. Un miliardo di punti. Due miliardi di punti. E che è. Entrati nel sistema, se ne diviene dipendenti.

Akai Katana Shin, che per stilemi riconduce agli universi di Miyazaki, e quindi a Progear no Arashi, è conversione attinente gli elevati standard produttivi della Cave. In modalità Origin l’aspect ratio in 4:3 del coin-op è conservato e apparentemente non risultano esservi significative modificazioni sulla velocità, nè sui rallentamenti di tragitto. Il rifacimento in 16:9 convince anche privo di arricchimento visuale, ma si può altresì dire che non vi fosse urgenza di intaccare la fibra del colore di bidimensione importante, il dettaglio considerevole ancorché non proprio in alta definizione su cui il quadro si aggiorna e defluisce in zona guardiano, dove il character design del guerriero giapponese diventa l’animazione in full frame per la quale manipolarsi pesantemente tra un episodio di Top o Nerae! e una sessione di modellismo Bandai tipo La Malinconia di Haruhi Suzumiya. Umemoto, ammirevole già sui luoghi di Ketsui: Kizuna Jigoku Tachi, immette il suono di indagine del Giappone popolare, ma non manca di contaminarsi di occidente elettronico, dopo Sakamoto. Scabbard Knob (terzo livello, l’astante dovrebbe invero ascoltarsi il remix in FM avvistabile nell’Arrange Album), chitarre e riff rinascimentale, senso di rinvenimento dalla terra, scuote i neuroni. Anemone (sequenza finale, pelle d’oca) è possibilmente il suo testamento, ché il musicista sarebbe venuto a mancare a 37 anni, appena dopo il lancio dell’edizione tre e sessanta presa a riferimento. Akai Katana Shin sa guardare attraverso il manic shooter. Il videogioco evita infine di sconfessarne la dottrina grazie alla preponderante quantità di strisce blu e viola che si muovono, alle navi da combattimento che si schiantano, ai carri armati che si armano, ma di fatto dà avvio a una versione meno centralista del danmaku tradizionale, quello ruvido, quello con la svastica.













  Piattaforma XBOX 360
  Titolo Akai Katana Shin - 赤い刀 真 -
  Versione Giapponese
  Anno immissione 2011
  N. Giocatori 1/2
  Produttore Cave
  Sviluppatore Cave
  Designers Hiroyuki Kimura, Tsuneki Ikeda, Shinobu Yagawa, Takashi Ichimura [....]
  Compositore Ryu Umemoto
  Sito Web www.cave.co.jp
  Sist. di controllo Digitale/Analogico - Joystick/Joypad
  Numero tasti 4
  Orientamento Orizzontale
  Scrolling Laterale
  Formato DVD-Rom
  Numero supporti 1
  Compatibilità NTSC-J [] NTSC-U/C [No] PAL [No]
  Genere Shoot ’em up
  Rarità
  Quotazione 80 €
  OST Sì [Akai Katana Shin Arrange Album, 2011, Cave]

 

Il videogioco viene nel 2010 concepito per ambienti arcade su hardware Cave proprietario CV1000-D – il medesimo di Dodonpachi DaiFukkatsu e Saidaioujou – anche in “Limited Version PCB” [edizione riservata a chi avesse precedentemente acquistato il full kit della PCB originale] e l’anno dopo adattato in regime di esclusività per l’XBOX 360 giapponese, ottenendo al titolo l’estensione “Shin” per le riscontrabili revisioni estetiche e di gameplay. Nel maggio del 2012 lo stesso viene localizzato da Rising Star per i due mercati occidentali e reintitolato “Akai Katana”. Oltre il differente artwork di copertina, la Limited Edition giapponese di Akai Katana Shin detiene il CD del remix della colonna sonora (Akai Katana Shin Arrange Album), che è fatto da considerare, da che il disco non venne distribuito separatamente.